La scomparsa di Don Nelson, leggendario allenatore NBA venuto a mancare all’età di 86 anni, ha spinto Dirk Nowitzki a ricordare pubblicamente l’uomo che più di ogni altro ha scommesso su di lui: “È stato l’uomo che più di tutti ha creduto in me e ha scommesso sul mio talento fin dal primo giorno”.
Nelson ricopriva il doppio ruolo di head coach e general manager dei Dallas Mavericks quando, nel 1998, la franchigia texana ottenne i diritti sul giovane tedesco dai Milwaukee Bucks.
La scommessa di Nelson sul giovane Nowitzki
L’impatto iniziale di Nowitzki nella lega non fu esaltante: nella sua prima stagione, peraltro accorciata a causa della pandemia, chiuse con appena 8,2 punti di media, faticando visibilmente nell’adattamento al basket americano. Nonostante ciò, Nelson non smise mai di puntare su di lui, schierandolo stabilmente come ala grande. Una scelta tattica tutt’altro che scontata per l’epoca, che generava costanti vantaggi di mismatch e obbligava le guardie avversarie più alte a inseguire il tedesco sul perimetro.
I risultati non tardarono ad arrivare. Già al secondo anno Nowitzki alzò la propria media a 17,5 punti, per poi toccare quota 21,8 nella terza stagione, trascinando Dallas di nuovo ai playoff.
Una carriera intera a Dallas
Nowitzki non ha mai lasciato i Mavericks in 21 stagioni di carriera NBA. Nel 2007 è stato premiato come MVP della regular season, mentre nel 2011 ha condotto la squadra al primo — e finora unico — titolo della sua storia, venendo eletto anche MVP delle Finals. La franchigia ha successivamente ritirato la sua maglia numero 41 e, nel 2023, Nowitzki è stato introdotto nella Basketball Hall of Fame.
Un percorso straordinario, reso possibile anche dalla fiducia incondizionata che Don Nelson gli accordò fin dal primo giorno.
