Il mondo del basket piange la scomparsa di Don Nelson, spentosi all’età di 86 anni. La notizia è stata comunicata dalla famiglia attraverso un comunicato ufficiale, ripreso dal giornalista Marc Stein.
«Domenica mattina, il nostro amato marito, padre, nonno e bisnonno Don Nelson è serenamente tornato al Signore, circondato dall’affetto della sua famiglia. Durante la sua ultima settimana, amici e parenti lo hanno circondato d’amore, condividendo la benedizione della sua amicizia e rievocando ricordi preziosi.»
Nelson aveva subito un ictus tre settimane prima ed era stato ricoverato in una struttura di cure palliative. Si era trasferito dalla sua storica residenza a Maui, nelle Hawaii, a Frisco, in Texas, all’inizio dell’anno.
Una carriera leggendaria in panchina e in campo
Inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame nel 2012, Nelson occupa il secondo posto nella classifica all-time per vittorie da allenatore, con un bilancio di 1.335-1.063 accumulato in 31 stagioni alla guida di Bucks, Warriors, Knicks e Mavericks. È stato premiato per tre volte come allenatore dell’anno in NBA ed è uno dei soli due tecnici nella storia della lega ad aver superato quota 300 successi con tre franchigie diverse — Milwaukee, Golden State e Dallas — insieme a Lenny Wilkens, venuto a mancare nel novembre scorso.
Prima di affermarsi come allenatore, Nelson aveva avuto una lunga carriera da giocatore: 14 stagioni in NBA, di cui 11 con i Boston Celtics, con i quali conquistò cinque titoli. Ala piccola di 198 cm, chiuse con medie di 10,3 punti e 4,9 rimbalzi in poco più di 20 minuti a partita su 1.043 presenze in regular season.
Considerato un autentico innovatore dal punto di vista offensivo, Nelson ha ricoperto anche il ruolo di general manager per Bucks, Warriors e Mavericks. Proprio a Dallas fu determinante nell’acquisizione, nel 1998, di due futuri Hall of Famer come Steve Nash e Dirk Nowitzki.
L’omaggio di Nowitzki
Lo scorso giugno, in occasione della consegna del James Naismith Family Legacy Award a Dallas, Nowitzki aveva reso omaggio al suo ex allenatore con parole cariche di gratitudine.
«Don è una leggenda; sono felice di essere qui per lui. È stato colui che ha dato il via alla mia carriera. Mi ha dato molta fiducia. Il suo modo di concepire il basket, con tutti i suoi squilibri e il tiro, si adattava perfettamente alle mie caratteristiche. Ho sempre detto che con un altro allenatore, in un’altra squadra, le cose sarebbero potute andare in modo molto diverso. Nellie era semplicemente l’allenatore perfetto per iniziare la mia carriera.»
Nel 2025, Nelson aveva ricevuto il Chuck Daly Lifetime Achievement Award dalla National Basketball Coaches Association durante le Finals NBA. Oltre alla sua lunghissima esperienza nella lega, aveva contribuito a guidare la nazionale statunitense alla medaglia d’oro ai Campionati del Mondo FIBA del 1994.
Il figlio Donnie Nelson ha seguito le orme del padre, succedendogli come general manager dei Mavericks e trascorrendo diversi anni con la franchigia texana, con cui ha vinto il titolo nel 2011.
