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Luigi Suigo e la nuova avventura a Villanova: “Voglio essere tra le prime 10 scelte al Draft”

Diciannove anni, un futuro da costruire oltreoceano e un soprannome che pesa quanto una promessa: l’unicorno azzurro. Luigi Suigo, ex Olimpia Milano, ha scelto di scommettere su se stesso attraverso il college basket americano, approdando ai Villanova Wildcats, uno dei programmi più blasonati degli Stati Uniti. L’obiettivo non è nascosto: entrare tra le prime dieci scelte del prossimo Draft NBA.

La scelta di Villanova non è stata casuale. Come spiega lo stesso Suigo in un’intervista al Corriere dello Sport, si tratta di un percorso pensato per crescere come giocatore e presentarsi al Draft nel modo migliore possibile:

«La scelta di andare a Villanova è stata fatta per migliorare ulteriormente come giocatore e poter essere chiamato il più alto possibile nel prossimo Draft NBA. Siamo una buona squadra. L’obiettivo è vincere la nostra conference e poi arrivare alla March Madness. A livello personale voglio far bene per essere tra le prime 10 scelte del prossimo NBA.»

Il ritorno in Italia e il legame con Milano

Il 1° novembre Suigo tornerà in Italia con i suoi compagni di Villanova per affrontare Notre Dame a Roma, una partita che si preannuncia già molto attesa dal suo entourage. Sul possibile approdo della NBA in Europa, il giovane azzurro si mostra cauto:

«Sono contento di fare la mia prima partita in Italia, in una città come Roma. Ci saranno un sacco di persone a seguire questa partita. Per quel che riguarda Roma, beh si parla tanto di NBA Europe, che ancora non so se sia una cosa buona o no, visto che l’Eurolega è già un torneo di livello.»

Il legame con l’Olimpia Milano resta vivo. Suigo ha trascorso tre anni a Milano ed Oleggio e mantiene i contatti con i vecchi compagni. Sulla squadra attuale, guidata da coach Poeta, il giudizio è positivo, con qualche rimpianto per il rendimento in Eurolega:

«Con l’Olimpia Milano sono sempre in contatto, soprattutto con i miei vecchi compagni. Ho fatto tre anni a Milano, è stato un bellissimo periodo. Direi che sta facendo bene e poi sono felice che coach Poeta sia capo allenatore. È una persona fantastica.»

Sul paragone con Victor Wembanyama, Suigo accetta il confronto con lucidità, senza montarsi la testa. «Certo che mi piace essere chiamato così», ammette, ma aggiunge subito che tra lui e quel livello c’è ancora un lavoro enorme da fare. Quanto alla Nazionale, il messaggio è chiaro: la maglia azzurra non è mai stata un peso, ma una priorità, con l’ambizione di diventarne un giorno il punto di riferimento.

 

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