Chi è Joshua Kushner, il nuovo proprietario dei Los Angeles Lakers?

Il nome di Joshua Kushner è tornato in prima pagina per la seconda volta in poche settimane. Prima il caso FIFA — il piano poi naufragato per cedere quote degli eventi del calcio mondiale a investitori privati attraverso il suo fondo Thrive Eternal — ora l’acquisto dei Los Angeles Lakers in partnership con l’ex CEO di Disney Bob Iger, per una valutazione complessiva della franchigia da 12,5 miliardi di dollari. Ma chi è davvero Kushner, e cosa porta con sé nel mondo NBA?

Il profilo: venture capital, famiglia Trump e una storia di investimenti nello sport

Kushner, 41 anni, è un miliardario che ha costruito la propria fortuna nel venture capital. È il fratello minore di Jared Kushner, marito di Ivanka Trump e consigliere speciale dell’attuale amministrazione Trump con ruolo nei negoziati su Iran e Ucraina. Il padre Charles — ambasciatore di Trump in Francia e Monaco, graziato dal presidente nel 2020 dopo aver scontato oltre un anno di prigione per evasione fiscale, ostruzione alla giustizia e contributi illeciti a campagne elettorali — è anch’egli un miliardario dell’immobiliare.
Joshua segue una traiettoria politica diversa rispetto alla famiglia: ha storicamente donato a candidati e cause democratiche, nel 2012 ha co-fondato Oscar Health — una compagnia assicurativa nata sull’onda della riforma sanitaria di Obama — e sua moglie, la supermodella Karlie Kloss, ha pubblicamente sostenuto i tre ultimi candidati presidenziali democratici. Nel 2018 Kushner fu sentito dire “siamo sopravvissuti a Donald Trump” elencando le sfide dell’anno. Nonostante la vicinanza al fratello, mantiene un profilo politico pubblico volutamente basso.

Nel mondo dello sport, Kushner è già un volto noto: era diventato azionista di minoranza dei Memphis Grizzlies nel 2019, aveva poi venduto quella quota per acquisire una partecipazione di minoranza negli Miami Heat nel 2024 — quota che dovrà cedere come condizione per completare l’acquisto dei Lakers. Kloss ha a sua volta comprato una quota di limited partnership nelle New York Liberty a maggio.

Thrive Eternal e la filosofia degli investimenti “irreplicabili”

Thrive Capital, la società di venture capital fondata da Kushner nel 2009 con il supporto iniziale del co-fondatore di PayPal Peter Thiel, ha costruito una reputazione investendo in aziende come OpenAI, Instagram e Spotify. Iger è entrato come azionista di minoranza nel 2022 e come advisor nel 2026 — la connessione che ha poi portato all’acquisto dei Lakers.

Thrive Eternal, la holding creata ad aprile di quest’anno come ramo separato di Thrive Capital, nasce con una filosofia specifica: investire in asset con qualità che la tecnologia non può replicare, come “franchigie iconiche e istituzioni culturali radicate nella tradizione, nell’identità e nell’esperienza condivisa”. Tra le prime mosse, l’acquisizione di una quota di minoranza nei San Francisco Giants e, a giugno, i colloqui con Iger per presentare un’offerta per la franchigia di espansione NBA di Las Vegas — strada poi abbandonata in favore dei Lakers.

Il capitolo FIFA è il più controverso: a luglio Infantino aveva annunciato che Thrive Eternal sarebbe stata l’investitore principale in un nuovo veicolo societario per gestire gli eventi top della federazione mondiale, con una quota del 20% per 4,2 miliardi di dollari. L’accordo è naufragato nel giro di pochi giorni sotto una valanga di critiche che ha messo a rischio la stessa posizione di Infantino.

Kushner arriva alla proprietà dei Lakers come imprenditore con un track record solido nel venture capital e una visione chiara sugli asset culturali di lungo periodo. Le sue competenze nella gestione di una franchigia NBA restano però tutte da dimostrare. Con Iger — che il mondo NBA lo conosce bene attraverso ESPN e i decenni di Disney come broadcaster della lega — al suo fianco, il duo ha le relazioni giuste per fare bene. Quello che servirà, però, è una visione altrettanto chiara su come riportare i Lakers a competere per un titolo.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/