Quando Russell Westbrook ha annunciato il ritiro, i social si sono riempiti di messaggi affettuosi, tributi e rimpianti. Troppo tardi, secondo Draymond Green, che non ha usato mezzi termini per dire quello che pensa dei tifosi di basket.
Il giocatore ha preso le difese dell’ex MVP in modo diretto e senza filtri, ricordando come per quasi un decennio Westbrook sia stato bersaglio di critiche continue e spesso feroci da parte della stessa gente che oggi lo celebra:
«I tifosi di basket fanno schifo. E ci metto dentro anche me. Perché negli ultimi 8-10 anni, questo ragazzo ha sentito solo quanto fosse scarso, quanto tirasse male, che gli importassero solo le statistiche, che rovinasse le squadre. E quando sei dentro questo gioco e questa è l’unica cosa che vedi, è l’unica cosa che senti, la superi. Cerchi di superarla, perché siamo fatti così. È quello che facciamo. Ma, amico, questa cosa è irritante e ti dà fastidio. Non avere dubbi su questo.»
Green ha poi citato il soprannome offensivo che circolava online — “Westbrick” — come simbolo di un trattamento che definisce inaccettabile. E ha sottolineato l’ipocrisia di chi, appena arrivata la notizia del ritiro, ha improvvisamente riscoperto il valore di un giocatore che per anni aveva fatto di tutto per demolire:
«”Westbrick” e tutte quelle cose che dicevano di lui. E quando si ritira: “Ohhh, non lo avete trattato bene. Come è possibile che non avesse una squadra?”. Wow, il modo in cui giocava. Ci mancherà non averlo più nella NBA. Tutte queste cose meravigliose. Perché non possiamo sentirci così mentre gioca?»
Una domanda che Green lascia aperta, e che difficilmente troverà una risposta soddisfacente.
