HomeNBANBA: YouTube tratta un accordo da 1,2 miliardi per i diritti tv

NBA: YouTube tratta un accordo da 1,2 miliardi per i diritti tv

La NBA sta lavorando a una trasformazione radicale del sistema dei diritti televisivi locali. Dopo aver chiuso il maxi-accordo nazionale undecennale da 77 miliardi di dollari con Amazon, ESPN e NBC, la lega punta ora a costruire una piattaforma unica e centralizzata per le trasmissioni locali delle proprie franchigie. E il partner più accreditato per questo progetto, stando allo Sports Business Journal, è YouTube.

Le trattative tra la lega e la piattaforma di Google sarebbero già in fase avanzata, con l’obiettivo di lanciare il nuovo hub di streaming a partire dalla stagione 2027-2028. Il piano prevede di coinvolgere inizialmente tra le 20 e le 25 squadre, per poi arrivare a 29 delle 30 franchigie NBA. L’unica eccezione sarebbe rappresentata dai Toronto Raptors, vincolati da un contratto di lunga durata con Rogers Communications.

Un accordo che può superare il miliardo di dollari

Il valore economico dell’intesa dipenderà dal numero di squadre effettivamente coinvolte. Con 29 franchigie, la NBA chiederebbe circa 1,2 miliardi di dollari. Se il pacchetto iniziale si fermasse a 25 squadre o meno, l’offerta di YouTube potrebbe attestarsi intorno agli 850 milioni. La durata ipotizzata è di nove anni, con un’opzione per le ultime quattro stagioni, in modo da far coincidere la scadenza con quella dell’accordo nazionale già in vigore.

Le risorse generate verrebbero poi redistribuite alle singole franchigie in proporzione al valore dei rispettivi mercati locali: piazze come Miami e Philadelphia riceverebbero quote più consistenti rispetto a realtà più piccole come Memphis o New Orleans, mentre Los Angeles e New York rappresentano casi a parte.

I nodi aperti: Lakers, Knicks e la concorrenza

La situazione dei Los Angeles Lakers è tra le più delicate. Il contratto attuale della franchigia garantisce entrate locali di 199,78 milioni di dollari per la stagione 2026-27, con cifre destinate a salire a 209,76 milioni nel 2027-28 e 218,14 milioni nel 2028-29. Un sistema centralizzato difficilmente potrebbe offrire importi equivalenti, e molto dipenderà dal futuro di Spectrum SportsNet e da un’eventuale rinegoziazione.

I New York Knicks, il cui accordo con MSG vale 110,84 milioni di dollari nella stagione corrente, sembrerebbero più aperti a un ingresso graduale nel progetto. Secondo una fonte citata dallo Sports Business Journal, si partirebbe con una quindicina di partite offerte in digitale su YouTube, per poi procedere all’integrazione completa nel tempo.

YouTube, dal canto suo, chiede maggiore chiarezza su alcuni aspetti prima di formalizzare l’impegno: l’elenco definitivo delle squadre partecipanti, la gestione degli spazi pubblicitari e la possibilità di trasmissioni simultanee sui canali locali in chiaro.

Se le trattative con YouTube non dovessero andare a buon fine, il principale candidato alternativo sarebbe DAZN, che nella prossima stagione trasmetterà già le gare casalinghe di Minnesota, Cleveland, Indiana, San Antonio e Memphis grazie ad accordi esclusivi. Per scavalcare YouTube, però, la piattaforma dovrebbe mettere sul tavolo circa 1,4 miliardi di dollari. Anche Amazon, già titolare dell’NBA League Pass, ed ESPN hanno manifestato interesse, ma i pesanti investimenti sostenuti per i diritti nazionali potrebbero limitarne la capacità di spesa aggiuntiva.

Nel frattempo, diverse franchigie stanno optando per contratti annuali o con clausole di uscita anticipata per le trasmissioni locali, così da conservare la flessibilità necessaria per entrare nel nuovo sistema centralizzato non appena sarà operativo.

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