Il primo giorno di raduno dell’Aquila Basket Trento è stato improvvisamente contrassegnato dalla vicenda legata a Theo Airhienbuwa. L’ala ha richiesto e ottenuto dal club la rescissione per volare negli Stati Uniti e intraprendere l’avventura nel campionato NCAA con la Seton Hall University nel New Jersey.
Una scelta imprevista che obbliga la società a riorganizzarsi dopo aver considerato il roster già completo per l’inizio della stagione. Il direttore sportivo Rudy Gaddo ha commentato così la decisione a il Corriere del Trentino:
“Si tratta di un’opportunità nata in fretta e che interessava molto al ragazzo. Ci ha chiesto di poterla cogliere e, nonostante sia avvenuto tutto molto fuori tempo massimo rispetto alle previsioni dal nostro accordo, abbiamo deciso con il tecnico di accontentarlo nella sua volontà di provare a cogliere un’occasione di vita oltre che di carriera. Questo ovviamente ci lascia in una situazione particolare perché il roster era chiuso per la stagione.”
Le strategie sul mercato di Trento: tra soluzioni interne e profili esperti
La dirigenza trentina intende muoversi con cautela. Prima di procedere a un nuovo ingaggio, si valuteranno le risorse interne, tra cui figura Leo Menalo. Tra i profili monitorati sono stati valutati la pista Paul Biligha (soluzione onerosa) e il nome di Leonardo Bettiol, che ha però già firmato con Pistoia. Sul mercato degli italiani restano d’attualità i profili di esperti della categoria come Filippo Baldi Rossi e Giovanni Pini.
Dal punto di vista tattico, lo stesso Gaddo ha ridimensionato l’emergenza nello spot di ala forte:
“In generale comunque avevamo già valutato di fare giocare Bayehe anche nel ruolo di ala grande insieme a Bigelow, quindi nel ruolo non siamo scoperti.”
Il nodo del formato: l’ipotesi del passaggio al 6+6
Un’ulteriore valutazione riguarda la struttura del roster. Finora trento ha adottato la formula del 5+5, ma l’eventuale innesto di uno straniero comporterebbe il passaggio al 6+6, con il pagamento della relativa luxury tax da 40 mila euro.
“Quando c’è stato bisogno di passare al 6+6 il club l’ha fatto, quindi avere finora optato per il 5+5 non è una scelta fidelistica ma legata alle circostanze”, ha concluso Gaddo. “Il tema però è sempre lo sviluppo del progetto e mettere in sicurezza ogni stagione. Valuteremo tutte le opzioni.”
