La vicenda che riguarda Noam Yaacov sta diventando un punto di riferimento inevitabile per chiunque segua le situazioni di Quinn Ellis e Saliou Niang. Utah non è riuscita a ottenere il via libera NCAA per il playmaker israelo-danese, che vanta un curriculum professionale di tutto rispetto: diverse stagioni nei campionati europei e 26 presenze in EuroLeague con l’ASVEL. La notizia, riportata da KSL Sports e ripresa da BeBasket, riaccende i dubbi sull’eleggibilità di chi arriva in NCAA dopo un percorso da professionista nel basket continentale.
Le ragioni precise del diniego non sono state rese note, il che rende impossibile stabilire con certezza se sia stata proprio la carriera professionistica a pesare sulla decisione. Tuttavia, il profilo di Yaacov presenta somiglianze evidenti con quello di Ellis: il britannico ha vestito le maglie di Capo d’Orlando, Casale, Trento e Olimpia Milano, disputando LBA, EuroCup ed EuroLeague prima di accordarsi con St. John’s.
Ellis in Nazionale, ma l’eleggibilità NCAA è un’altra storia
Nel frattempo, Ellis ha condiviso sui propri canali social le immagini del suo arrivo al raduno della Nazionale britannica. Un aggiornamento che riguarda esclusivamente gli impegni internazionali: la possibilità di allenarsi e scendere in campo con la Gran Bretagna è del tutto slegata dall’autorizzazione necessaria per giocare con St. John’s. Sul fronte NCAA, dunque, non ci sono novità.
Anche Saliou Niang, che ha firmato con LSU dopo l’esperienza alla Virtus Bologna, resta in una posizione da monitorare. Il suo dossier potrebbe essere valutato in modo diverso rispetto a quello di Yaacov, in ragione dell’età e del percorso formativo, ma il caso del giocatore di Utah dimostra che l’eleggibilità per chi proviene dai campionati europei non è mai scontata.
Vale la pena precisare che la nuova norma introdotta dalla SEC — che vieta il ritorno al college agli atleti passati per NBA, G League, WNBA o NFL — non tocca direttamente Niang, proveniente da una lega europea. E nemmeno Ellis ne è coinvolto, dal momento che St. John’s fa parte della Big East, non della SEC.
Il quadro complessivo rimane aperto. St. John’s e LSU attendono ancora certezze sull’eleggibilità dei rispettivi acquisti, e il caso Yaacov ricorda a tutti che firmare con un’università non equivale automaticamente ad avere il diritto di giocare la stagione NCAA.
