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Home Lega Basket

Jamar Smith resta a Reggio Emilia: “Sono un mediatore tra squadra e coach”

Stefano Sanaldi by Stefano Sanaldi
5 Set 2026
in Lega Basket
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Jamar Smith

foto: Enrico Rossi

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Jamar Smith non ha lasciato Reggio Emilia: ha semplicemente cambiato ruolo. Dopo aver chiuso la carriera da giocatore al termine della scorsa stagione, l’americano ha scelto di restare all’interno del club biancorosso assumendo la carica di Team Advisor della UNA Hotels. Un incarico inedito, costruito su misura per chi conosce l’ambiente dall’interno e vuole mettersi al servizio della squadra con una veste differente.

Il compito che Smith si è ritagliato è quello di facilitare la comunicazione tra il gruppo e lo staff tecnico: “Sono un mediatore tra i giocatori e l’allenatore”, ha spiegato. Gli atleti, a volte, hanno difficoltà ad avvicinarsi al coach senza rischiare incomprensioni o tensioni. Smith vuole rappresentare un punto di contatto: una figura che capisce entrambe le parti e sa come tradurre le esigenze dei compagni in un linguaggio che l’allenatore possa recepire senza frizioni, come ha dichiarato a la Gazzetta di Reggio:

“Gli atleti tante volte vorrebbero rivolgersi al coach ma non sanno bene come farlo per evitare incomprensioni, fraintendimenti, arrabbiature. Io parlo con il coach e cerco di spiegargli come un giocatore vive alcune situazioni e le sue esigenze.”

Quando gli è stato chiesto se, in questa dinamica con Dimitris Priftis — che si è definito una figura paterna per i suoi giocatori — potesse essere considerato un fratello maggiore, Smith ha risposto con ironia: Jaylen Barford lo chiama già “zio”, quindi forse è quello il ruolo più adatto. Sull’idea del classico schema tra “poliziotto buono e poliziotto cattivo” insieme al coach, ha confermato: “Sì, a volte è necessario”.

Smith: un’estate di studio e la crescita con Priftis

La decisione di smettere non è arrivata per mancanza di alternative. Durante l’estate sono arrivate proposte concrete, in particolare dalla Francia, e il suo agente continuava a sollecitarlo, ma Smith aveva già deciso di voltare pagina.

“Ero convinto di questo cambiamento nella mia vita. Volevo iniziare un nuovo capitolo: negli scorsi mesi ho guardato tanti video di sviluppo dei giocatori per imparare come gli allenatori spiegano le cose per migliorarli. Ho tanto da studiare e imparare se un domani vorrò insegnare agli altri.”

La scorsa stagione, segnata da lunghi stop per problemi fisici, si è rivelata paradossalmente utile: Smith ha trascorso molto tempo a osservare, studiare e stare vicino al gruppo anche senza scendere in campo. Questa attitudine diventerà ora il suo metodo di lavoro quotidiano.

Il rapporto con Priftis rappresenta un capitolo centrale. I due si conoscono dai tempi dell’esperienza in Russia e l’ex guardia non nasconde la profonda stima verso il tecnico:

“Dimitris è stato come una figura paterna per me fin dal primo anno che abbiamo passato insieme. Da allora il nostro rapporto è diventato sempre più solido. Lui si interessa a tutti i giocatori, non solo ai più forti; si cura del club, dello staff, dei tifosi. È una delle persone migliori che io abbia mai incontrato.”

Nel frattempo, Smith sta lavorando con un tutor per imparare l’italiano. Padroneggiare la lingua è il suo primo obiettivo: solo successivamente si iscriverà al corso per diventare allenatore, seguendo un percorso ben delineato un passo alla volta.

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Tags: Jamar SmithUNA Hotels Reggio Emilia
Stefano Sanaldi

Stefano Sanaldi

Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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