HomeLega BasketReggio Emilia, Jamar Smith saluta il basket giocato: pronto un ruolo nello...

Reggio Emilia, Jamar Smith saluta il basket giocato: pronto un ruolo nello staff

Trentanove anni compiuti da poco, tre stagioni con la maglia della UNA Hotels Reggio Emilia e un legame con la città che va ben oltre il campo. Jamar Smith non ha ancora detto la sua ultima parola in biancorosso, e le voci su un suo possibile ruolo nello staff tecnico della Pallacanestro Reggiana si fanno sempre più concrete.

La stagione appena conclusa è stata per lui una storia in due tempi: protagonista in campo nel girone di andata, poi fuori dai giochi nella seconda parte dell’anno, quando la squadra ha cambiato registro e stile di gioco. Una transizione che Smith ha vissuto con maturità, mettendosi al servizio del gruppo in un ruolo diverso, come ha dichiarato a La Gazzetta di Reggio:

«Nel girone di andata ho provato a portare il mio contributo in campo, da giocatore. Poi la squadra ha scelto di prendere un’altra strada, con uno stile di gioco diverso che ha portato tanti benefici, e da parte mia ho provato ad aiutare nel modo in cui riuscivo.»

I compagni lo chiamavano Unc, ovvero Zio: un soprannome che racconta meglio di qualsiasi statistica il ruolo che ha ricoperto nel gruppo. Consigli in allenamento, supporto mentale durante le partite, la capacità di chi ha vissuto tutto per trasmettere qualcosa a chi sta ancora costruendo la propria carriera:

«Ho avuto punti alti e bassi nella mia carriera, momenti in cui mi sentivo infallibile e altri in cui avevo le mani estremamente fredde. Quindi so bene come ci si sente in questi casi e ho provato ad aiutare i ragazzi per quanto riguarda gli aspetti mentali e psicologici di questo sport.»

Jamar Smith: «Il capitolo da giocatore potrebbe essere giunto al termine»

L’eliminazione ai quarti di finale playoff per mano dell’EA7 Milano, in tre gare, ha chiuso ufficialmente l’annata. Jamar Smith è stato celebrato dalla presidente Veronica Bartoli e dai tifosi del PalaBigi prima di gara-3, e il giorno successivo all’eliminazione era ancora in piazza con la gente di Reggio. Un’immagine che dice molto sul rapporto costruito in questi anni.

Sulla propria carriera da giocatore, Jamar Smith usa la metafora di un libro ancora aperto, ma con un capitolo che si avvicina alla chiusura:

«Da sempre la mia filosofia di vita è “vivere senza avere rimpianti”. Vedo questa situazione come se fossi uno scrittore e dovessi scrivere un lungo libro: il capitolo da giocatore potrebbe essere giunto al termine, devo accettarlo e andare avanti. Ma il mio lavoro da scrittore non è finito qui, ho tante pagine da riempire.»

Sul futuro a Reggio, Jamar Smith non si sbilancia nei dettagli ma è chiarissimo nel sentimento. La città è diventata casa sua e della sua famiglia, e l’idea di continuare a lavorare per la UnaHotels — in qualsiasi veste — è qualcosa a cui tiene profondamente:

«Per il modo in cui io e la mia famiglia siamo stati trattati in questi anni da tutti qua a Reggio, con amore e rispetto, dai tifosi, dalle persone che incontro per strada, da Veronica e dalla società, dico solo che sarei onorato se mi fosse data la possibilità di rimanere qui e lavorare per la UnaHotels.»

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!