Le regole del mercato internazionale e la potenza di fuoco dei nuovi club emergenti si scontrano in un caso destinato a far giurisprudenza nel basket europeo. All’interno del podcast Basketmercato, Orazio Cauchi ha ricostruito i contorni dell’intricata vicenda che vede protagonisti l’Olympiacos,Thomas Walkup e la franchigia emiratina. Un braccio di ferro legale che sta infiammando la diplomazia di EuroLeague.
“Alla vicenda di Thomas Walkup si aggiunge un nuovo capitolo: la EuroLeague ha ufficialmente aperto un’indagine sul comportamento di Dubai in questa storia. Dubai vorrebbe prendere il giocatore e gli ha offerto un contratto che gli permetterebbe di guadagnare il doppio di quanto percepisce attualmente all’Olympiacos, ovvero quasi 3 milioni di euro netti a stagione.
La trattativa si è finora arenata perché Walkup è ancora sotto contratto con il club greco per un’altra stagione, e l’Olympiacos non lo vuole lasciar andare senza un’offerta di buyout irrinunciabile. I greci avevano già denunciato l’atteggiamento di Dubai tramite un comunicato ufficiale per contatti illegali, dato che il giocatore è vincolato fino al giugno 2027 e non può essere approcciato se non a tre mesi dalla scadenza. Ora spetta a EuroLeague verificare se vi siano state irregolarità da sanzionare, mentre Dubai sostiene di essersi mosso solo dopo aver saputo della volontà del giocatore di cambiare aria.”
La gestione della leadership nel ruolo di playmaker richiede totale serenità mentale, qualità difficile da preservare quando le sirene di mercato offrono ingaggi fuori scala. Il rispetto dei regolamenti contrattuali è la spina dorsale dell’etica sportiva: senza garanzie sulla legittimità delle trattative, si rischia di alterare la chimica di spogliatoio e il rendimento nei momenti decisivi.





