La settimana che si apre a New York potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro del basket europeo. Secondo quanto riportato da BasketNews, i proprietari delle trenta franchigie NBA si riuniranno lunedì e martedì per un Board of Governors che metterà sul tavolo alcuni dei dossier strategici più rilevanti per la lega.
Tra questi, il progetto NBA Europe occupa una posizione centrale. L’orizzonte temporale ipotizzato è quello di un avvio entro la fine del 2027, con un format che prevede una lega internazionale da sedici squadre. Il punto ancora irrisolto, però, è quello che pesa di più: la NBA intende costruire questa competizione in collaborazione con i club già presenti in EuroLeague, oppure punta a creare una struttura del tutto autonoma e concorrente?
Europa o espansione interna: un Board con più fronti aperti
La risposta a questa domanda definirà i rapporti di forza tra la lega americana e il basket continentale per gli anni a venire. Da un lato ci sono le realtà consolidate dell’EuroLeague, dall’altro la volontà della NBA di radicarsi stabilmente oltre Atlantico con una presenza ufficiale. Il vertice di New York servirà anche ad aggiornare i proprietari sugli scenari possibili e sulle prossime mosse operative.
Il Board non si occuperà però solo di Europa. Sul fronte interno, l’espansione delle franchigie NBA rimane un tema caldo, con Las Vegas e Seattle indicate come i mercati più papabili. Secondo BasketNews, le fee di ingresso complessive per i nuovi franchise potrebbero attestarsi tra i 15 e i 18 miliardi di dollari, con ricadute economiche potenzialmente enormi per gli attuali proprietari.
All’ordine del giorno figurano anche questioni di governance interna: le conseguenze delle sanzioni legate ai casi di aggiramento del salary cap e gli effetti del secondo apron previsto dal CBA sulla costruzione dei roster. Ma per chi segue il basket europeo, la domanda che conta è una sola: NBA Europe entrerà davvero nella fase operativa, e lo farà insieme all’EuroLeague o contro di essa?





