Chicca Macchi non nasconde l’entusiasmo per la stagione che sta per cominciare. L’ex cestista varesina — opinionista di Sky Sport Basket e seconda soltanto a Dino Meneghin per vittorie in carriera con la maglia di Varese, 29 contro le 31 del grande pivot della Grande Ignis — ha le idee chiare su cosa rappresenti questo momento per il club lombardo.
Il punto di partenza, inevitabilmente, è l’arrivo di Amedeo Della Valle:
«Della Valle è un giocatore straordinario che adoro, ma è stata brava anche Varese a farsi scegliere da Amedeo. Con i soldi: ambizioni e progettualità sono cose che i giocatori fiutano a distanza di chilometri. E questa unione è figlia del lavoro di Luis Scola, che ha seminato bene nel tempo.»
Un’operazione di mercato che Macchi legge come il frutto di un percorso costruito con pazienza. La credibilità di Scola, secondo lei, è un elemento decisivo anche sul piano dell’identificazione del pubblico con il progetto.
«Luis, la credibilità garantita dalla sua storia personale e dall’amore per la sua “creatura”, indurrà il 90% dei varesini a seguire il suo esempio.»
Varese, la BCL e l’effetto Roosters
Un altro segnale forte delle ambizioni del club è la partecipazione alla Basketball Champions League. Macchi lo considera un indicatore preciso della direzione intrapresa, ma anche una sfida da gestire con intelligenza.
«Si percepisce chiaramente un salto di qualità nelle ambizioni, evidenziate dalla partecipazione alla BCL. Bisognerà comprendere la difficoltà di abituarsi al doppio impegno, ma nulla come la coppa può farti crescere. Ricordo quanto importante fu l’esperienza maturata in Eurolega per i Roosters della Stella; certo si spendono energie, ma allena ad affrontare trasferte impegnative e superare eventuali sconfitte.»
C’è poi il fattore Masnago, che Macchi conosce bene dall’interno. Un palazzetto che, a suo dire, non perdona la mancanza di intensità ma sa ricompensare chi ci mette tutto.
«Masnago è un campo che può dare tantissimo a un giocatore. Odia chi mostra svogliatezza, ma premia chi è aggressivo e cerca sempre di dare il massimo: chi ha questo spirito viene sostenuto anche in caso di sconfitte. E negli ultimi anni di randellate ne abbiamo subite tante, anche a livello psicologico come il caso Tepic. Ma la gente di Varese ha sempre sostenuto la squadra con grande trasporto.»
Nonostante non abbia ancora avuto modo di vedere la squadra in azione, Macchi si dice serena. A rassicurarla sono le impressioni positive raccolte da tifosi competenti che hanno già seguito il gruppo da vicino. Sul progetto NBA Europe legato a Varese, invece, preferisce non sbilanciarsi: «D’istinto mi sembra una cosa talmente grande per Varese… Oggi c’è ancora poco di definito.»




