L’Olimpia Milano batte nella seconda semifinale la Virtus Bologna, che fatica molto a trovare il filo in attacco. Coach Peppe Poeta commenta così in sala stampa dopo il match:
«La Virtus è una squadra votata all’attacco, che gioca a ritmi molto elevati. Tenerli a soli 23 punti nei primi due quarti è stata una prova difensiva davvero confortante. Nel terzo e quarto periodo abbiamo calato un po’ l’intensità, anche perché siamo andati in bonus troppo presto e l’aggressività è scesa, ma nel complesso non posso che essere contento. Fare una partita in controllo per 40 minuti è un ottimo segnale, pur avendo tirato male da tre punti a fronte di ottimi tiri costruiti. Domani ci aspetta una gara completamente diversa e la testa è già lì».
Poeta parla dell valore del gruppo e le scelte di turnover
Uno degli aspetti più positivi sottolineati dal tecnico è stato l’impatto di tutti gli elementi ruotati sul parquet, compreso il quintetto interamente italiano visto in campo in avvio:
«Tutti i 12 giocatori scesi in campo hanno dato un contributo fondamentale con l’approccio giusto. Diego e Stefano ci hanno dato tantissimo: la mia fiducia in loro non cambia mai. Oggi, al 19 di settembre, era giusto distribuire i minuti e le gambe. Per quanto riguarda gli stranieri rimasti fuori, Booker, Matthews e Burnell, sono scelte legate a questo momento della stagione. Il mio compito è tenere tutti e 15 i giocatori vivi e coinvolti, perché saranno tutti indispensabili nel corso dell’anno».
Limitare i punti di riferimento della Virtus
L’Olimpia è stata bravissima a non far prendere ritmo ai principali terminali offensivi bianconeri, lavorando con grande attenzione sui dettagli tattici e sulla transizione difensiva, come sottolinea Poeta:
«Ci eravamo concentrati sul contermere la loro transizione difensiva e sul togliergli il tiro da tre punti. Nel secondo quarto la scelta di cambiare su tutti per 10 minuti ha pagato tantissimo, impedendo ai loro tiratori di prendere fiducia. Quando tieni una squadra così offensiva a cifre così basse significa che il lavoro di squadra ha funzionato».
Un percorso all’inizio: otto volti nuovi da integrare
Nonostante il successo convincente, Poeta mantiene i piedi ben saldi a terra, consapevole che il percorso di costruzione del gruppo è soltanto ai primi passi:
«È ancora prestissimo e do il giusto peso a una partita giocata a settembre. Abbiamo otto giocatori nuovi e abbiamo cambiato molto, serve tempo, conoscenza vissuta e lavoro quotidiano. Oggi abbiamo fatto un bel passettino in avanti, ma dobbiamo pensare a una partita alla volta, lavorando sulle cose che hanno funzionato meno, come qualche palla persa di troppo. Sono davvero contento di come questo gruppo lavora ogni giorno».







