La sconfitta nella semifinale di Supercoppa contro l’Olimpia Milano lascia il segno, ma può trasformarsi in un utile punto di partenza per la stagione. La Virtus Bologna si è trovata di fronte a un’Armani più pronta e solida, il cui impatto fisico è stato determinante. Una preseason dal livello d’intensità ridotto non ha garantito la condizione ideale per reggere un simile sforzo: ritmi e contatto fisico di questo livello non si costruiscono in palestra nel giro di poche settimane.
Eppure la sfida era iniziata sotto buoni auspici: nei primi sei-sette minuti i bianconeri avevano tenuto bene in fase difensiva, costruendo anche discrete occasioni in attacco pur senza concretizzarle. Con il passare dei minuti, tuttavia, l’inerzia del match è cambiata radicalmente.
Virtus, le difficoltà individuali e il nodo tiro da tre
A livello individuale, Moore ha vissuto una serata complicata chiudendo con 0/7 dal campo e diverse disattenzioni in copertura. Le percentuali complessive dall’arco hanno pesato enormemente sulla fiducia e sul ritmo di gara, come sottolinea il Corriere di Bologna:
«Abbiamo avuto pessime percentuali da tre e abbiamo perso fiducia, ma non dobbiamo smettere di difendere solo perché non entrano i tiri.»
Parole chiare che sintetizzano il problema emerso durante il match: il calo mentale che ha accompagnato la serate no al tiro. Quando le conclusioni non vanno a segno, la risposta del gruppo non può essere un calo di tensione nella metà campo difensiva.
Il lavoro di Mumbrù in una settimana cruciale
Ora spetta a coach Alex Mumbrù riordinare le idee rapidamente, visto che il calendario non offre pause. Venerdì ci sarà subito l’esordio in Eurolega contro il Fenerbahçe, seguito dal nuovo confronto con l’Olimpia Milano, questa volta valido per la prima giornata di campionato. Due impegni ravvicinati di altissimo livello che rendono i prossimi giorni di allenamento fondamentali, con l’obiettivo primario di ritrovare la giusta mentalità prima ancora che oliare le intese tattiche.




