Parola d’ordine: salto di qualità. Il Napoli Basket vive un momento cruciale della propria storia, tra il ritorno in Europa, sebbene non sul campo come l’ultima volta, dopo 19 anni ed i grandi progetti che ruotano sul nuovo impianto da far sorgere lì dove torreggiano le rovine dello storico Mario Argento, su cui il club ha appena presentato al Comune lo studio di fattibilità.
La logica conseguenza è un roster al quale anche la semplice qualificazione ai playoff potrebbe andare stretta. Specialmente se affidato alle sapienti mani di Jasmin Repesa.
Un anno di grandi ambizioni si apre per i colori azzurri.
Il mercato
Il duo formato da James Laughlin e Francesco Cavaliere ha dato alla nuova Napoli una livrea praticamente nuova che ha suscitato l’entusiasmo degli appassionati. Le uniche, ma importanti, conferme sono state quelle di Guglielmo Caruso, Leonardo Totè e Leonardo Faggian, quest’ultimo in grande crescita nel finale della scorsa stagione.
Poi la rivoluzione, a partire dal rafforzamento del parco italiani che si è voluto rendere un fattore. È arrivato Marco Spissu, eroe di Zaragoza che torna in Italia dopo due anni nella lega nazionale più competitiva d’Europa, con lui Repesa raccoglie la solidità di John Petrucelli e la freschezza giovane di Andrej Jakimovski ed Assane Sankaré, quest’ultimo a lungo monitorato dalla Virtus Bologna.
I sei slot per non formati sono stati ricchi di colpi che, a Fuorigrotta, non si vedevano da tempo. Zac Seljaas, altro nome in passato accostato alle Vu Nere, è stato il primo tassello, seguito da Jeff Dowtin, in cerca di un progetto che lo mettesse al centro dopo l’esperienza con il Maccabi Tel Aviv. Sotto le plance, e con un anello NBA al dito, è arrivato Jack White, vero e proprio coltellino svizzero capace di spaziare tra le due posizioni d’ala e quella di pivot, mescolando capacità balistiche ed energia a rimbalzo, specialmente nelle vicinanze del canestro avversario.
Altro colpo da 90 è stato Jahmi’us Ramsey, capocannoniere di LBA con Trieste nell’annata scorsa e bocca da fuoco principale da regalare a Gelsomino Repesa. Dall’alto Adriatico, inoltre, ecco anche un gradito ritorno; la Coppa Italia vinta nel 2024 ha lasciato il segno nel cuore di Markel Brown che ha fatto carte false pur di ritornare all’ombra del Vesuvio. La ciliegina sulla torta partenopea è stata nel pitturato, dopo 4 anni Kaleb Tarczewski ha fatto ritorno in Italia scegliendo proprio i partenopei.
Punti deboli
In un roster così bene assortito e profondo diventa quasi un esercizio di puntiglio trovare qualche crepa. Ma se vogliamo eccedere nello zelo, le condizioni fisiche di Totè destano qualche dubbio, vista anche la sua storica tendenza all’infortunio. Più concrete sono altre due questioni sulle quali Repesa continua a lavorare: la prima è la continuità difensiva sui 40’. Soprattutto quando John Petrucelli dovrà riposare. In secondo luogo andrà affinata l’intesa tra Jeff Dowtin e Jahmi’us Ramsey.
Punti forti
Profondità, talento in quantità industriali, una buona dose d’atletismo, fisico ma…soprattutto…un allenatore che è garanzia sia per come vuole che siano formate le sue squadre, sia per quale genere di uomini lascia entrare nel suo spogliatoio.
Se proprio, poi, dobbiamo segnalarne uno, quello è il parco italiani, tra i migliori del campionato e dove nessun giocatore è lì “per fare numero”.
Dove può arrivare la squadra?
Il doppio impegno in Eurocup porterà via sicuramente tante energie, è per questo che coach e staff societario hanno concordato un roster di 13 giocatori veri. La vetrina continentale può incidere, ma molto meno di Eurolega, data l’assenza di doppi turni. I valori tecnici sembrano lanciare la squadra a ridosso del podio nella competizione domestica, in quella continentale i playoff sarebbero un traguardo importante, sebbene Dowtin, nella presentazione ufficiale, abbia decisamente alzato il tiro parlando addirittura di successo finale.
Un passo alla volta, invece, vanno gli obiettivi di coach Repesa, prima la qualificazione per le Final Eight di Coppa Italia, poi si vedrà.
Come finirà del Napoli basket?
Molto dipenderà dal livello di compenetrazione di un roster che, già in preseason, ha fatto vedere cose molto interessanti con avversari di livello. Sulla carta i playoff sono alla portata, i quarti di finale potrebbero anche essere un traguardo inferiore alle aspettative. Squadra, staff e società non vogliono mettere un tetto alle ambizioni, e se anche Faggian e Sankaré fanno un ulteriore step nella loro crescita, ambire a dare fastidio alle prime tre posizioni potrebbe non essere una bestemmia.





