L’Umana Reyer Venezia comincia il proprio cammino in Serie A superando la Pallacanestro Cantù per 85-73, ma la cronaca del campo passa in secondo piano a causa dello scontro andato in scena alla fine del secondo quarto tra coach Neven Spahija e il patron Luigi Brugnaro. Con i lagunari saldamente in controllo sul 43-31, il proprietario del club si è avvicinato alla panchina per dare indicazioni allo staff e sollecitare un time out.
L’intrusione ha scatenato la furiosa reazione dell’allenatore croato, che si è tolto la giacca scagliandola a terra e ha tentato di affrontare Brugnaro a muso duro, prima che l’intervento del presidente Federico Casarin e degli assistenti LeMolin e Billio evitasse il contatto fisico. Il pubblico del palasport ha preso posizione schierandosi dalla parte del tecnico e scandendo a gran voce il suo nome.
Come riportato nell’articolo a firma di Michele Contessa per la Nuova di Venezia e Mestre:
«La situazione è esplosa quando Brugnaro è andato dietro la panchina della Reyer dando indicazioni agli altri componenti dello staff tecnico per far chiamare un time out, scatenando così la reazione di coach Spahjia che si è tolto addirittura la giacca lanciandola a terra, replicando a muso duro al patron della squadra e venendo bloccato dal presidente Casarin che ha impedito che i due trovassero muso contro muso».
Venezia, il retroscena e il confronto a porte chiuse tra Spahija e la proprietà
Nelle interviste post-gara, Spahija ha cercato di gettare acqua sul fuoco e ridimensionare l’episodio, focalizzandosi sull’importanza della figura del patron per la società e sulla chimica di squadra. Tuttavia, al termine delle conferenze stampa, le vetture di Brugnaro e Spahija sono rimaste a lungo nel parcheggio del palazzetto per consentire un lungo vertice chiarificatore a porte chiuse tra i due, il cui esito deciderà le future dinamiche all’interno del club.
Nel servizio di approfondimento curato da Giuseppe Malaguti sempre per la Nuova di Venezia e Mestre, vengono evidenziate le dichiarazioni ufficiali di coach Spahija e lo scenario di incertezza:
«Onestamente non so cosa sia successo. Brugnaro è il proprietario della Reyer Venezia, ha dato tutto per questo club, e noi siamo qui proprio perché c’è un proprietario così appassionato. Ho visto che mi chiedeva qualcosa, ma io sono andare per la mia strada concentrato sul campo. Per me non è successo nulla di speciale».
Tuttavia, la ricostruzione del quotidiano evidenzia come la tensione sia proseguita ben oltre le dichiarazioni ufficiali: al termine delle conferenze stampa, le vetture di Brugnaro e Spahija sono rimaste a lungo nel parcheggio del Taliercio per un lungo vertice chiarificatore a porte chiuse tra i due, rendendo aperti tutti gli scenari, dalla cacciata del tecnico fino alla stretta di mano.




