Primo appuntamento stagionale con la conferenza stampa per Marcelo Nicola, che dopo la convincente vittoria della sua Nutribullet Treviso contro il BC Roma sceglie la strada della sobrietà. Apprezza, ma non si esalta. Riconosce i meriti della squadra, ma subito dopo abbassa i toni:
«Penso che la squadra abbia approcciato la partita nel modo giusto, che era la cosa più importante.»
Un avvio convincente, testimoniato anche dai numeri: 29 punti nel primo quarto, 28 nel secondo, 27 nel terzo, 25 nell’ultimo. Una progressione regolare, senza crolli, che racconta di una squadra che ha retto per quaranta minuti. Sul parquet si sono messi in evidenza in modi diversi: le due stoppate di Chapman, i canestri di Chery, la concretezza di Cappelletti e l’estro di Macura.
Eppure, come riportato da la Tribuna di Treviso, Nicola non si lascia trascinare dall’entusiasmo. La partita ha avuto i suoi momenti di difficoltà, c’è stato un infortunio importante da gestire e un giocatore arrivato appena due giorni prima da inserire nei meccanismi di squadra. Variabili che il coach tiene bene a mente quando valuta la prestazione:
«Sì, è una soddisfazione importante, ma dobbiamo tenere presente che è solo l’inizio. Bisogna essere sereni, volare basso, restare umili. Dobbiamo piegare le gambe e ricordare che c’è da migliorare, abbiamo un giocatore da inserire nei sistemi, e delle cose da sistemare con gli altri. Siamo a buon punto, ma c’è tanto da migliorare.»
Russell: «È tornato più leader»
Uno dei temi caldi in casa Treviso è l’inserimento di Weezy Russell, su cui Nicola si esprime con parole nette e positive.
«Personalmente sono molto felice che sia qui. Mi piace, dà tanto alla squadra. È tornato maturo, più playmaker, più leader. Cerchiamo di aggiungere al nucleo principale.»
Sul tipo di pallacanestro che i tifosi possono aspettarsi, il coach è diretto: una squadra che non molla mai, capace di adattarsi a diversi stili di gioco, anche se in transizione Treviso rende al meglio. «Dovete aspettarvi una Nutribullet che lotta e combatte fino in fondo, sempre», ha detto Nicola, aggiungendo che i ragazzi erano ormai stanchi delle amichevoli e avevano voglia di giocare una partita che contasse davvero. E così è stato.




