All’alba della sua prima stagione sulla panchina della Dolomiti Energia Trentino, coach Alessandro Rossi ha tracciato il quadro della nuova avventura bianconera. Il tecnico napoletano — reduce dal trionfo con la Nazionale Under 20 agli Europei e da importanti tappe a Rieti e Scafati — si è detto entusiasta dell’organizzazione societaria e dell’impostazione strategica del club. Tra conferme di peso come capitan Toto Forray e Jordan Bayehe, il roster trentino si presenta come una miscela di gioventù, fisicità ed elementi di prospettiva come Cheickh Niang, Alessandro Bertini e Medina Bouza, con il solo stop di Patrick Hassan (frenato da un intervento al ginocchio) a rallentare la marcia nei primi giorni di lavoro.
Nel tracciare le impressioni sul primo mese di lavoro, Rossi ha elogiato senza mezzi termini l’ambiente trentino a Il T Quotidiano:
«Partirei parlando della società perché ho avuto conferma diretta di quanto mi era stato raccontato da chi aveva avuto modo di conoscere e vivere l’Aquila Basket da vicino. Stiamo parlando di un’eccellenza assoluta, l’organizzazione è totale così come la condivisione degli obiettivi da raggiungere e le modalità per farlo».
Rossi, il processo di adattamento degli USA e gli obiettivi stagionali
Un passaggio fondamentale del percorso riguarderà l’inserimento dei quattro atleti statunitensi, quasi tutti al debutto assoluto sul palcoscenico continentale. Rossi e il suo staff tecnico puntano sull’etica del lavoro dei singoli per velocizzare la transizione al basket europeo. Quanto ai traguardi stagionali in campionato e in EuroCup, il coach predica equilibrio e concretezza: mettere in sicurezza la categoria per poi alzare l’asticella verso i dettagli, affrontando un panorama italiano ed europeo altamente competitivo che vede ai nastri di partenza corazzate del calibro di Milano, Virtus Bologna, Venezia, Napoli e Varese.
Sul processo di crescita e sulle prospettive della squadra, il tecnico ha ribadito la propria ricetta:
«È chiaro che gli americani avranno bisogno di tempo per calarsi al meglio nella nuova realtà, non solo sul parquet ma in tutto ciò che li circonda. Però sono mentalizzati e vedo nei loro occhi la voglia di dimostrare le loro qualità. Di certo a questa squadra non manca il talento: se riusciremo a ridurre quelli che al momento sono i nostri limiti, credo che potremmo toglierci delle belle soddisfazioni e anche divertirci».





