L’Eurolega si trova davanti a un dentro o fuori senza appello per il futuro della pallacanestro continentale nel vertice di Cernobbio. Sul tavolo della Assembly of Syndicate Shareholders è depositata la proposta di collaborazione avanzata dalla NBA, la cui validità scade tassativamente nella giornata di oggi, 6 ottobre 2026. Stando a quanto rivelato dalla Gazzetta dello Sport, le fonti vicine al negoziato confermano che la lega statunitense ha posto due condizioni imprescindibili: una risposta immediata da parte dei proprietari e il congelamento dell’attuale assetto societario a 13 club azionisti (Olimpia Milano, Real Madrid, Barcellona, Fenerbahce, Efes, Panathinaikos, Olympiacos, Maccabi, Bayern Monaco, Asvel, Baskonia, Zalgiris e il CSKA Mosca sospeso).
Questa rigidità cancella la convinta convinzione iniziale del CEO Chus Bueno, intenzionato a trattare ad oltranza prescindendo dalle scadenze. Un eventuale sì all’accordo con gli Stati Uniti costringerebbe Eurolega ad accantonare immediatamente il piano di espansione a 24 squadre basato sul modello a franchigie, annullando mesi di lavoro orientati alla trasformazione della struttura organizzativa.
Eurolega: lo sbarco americano nel 2027 e la tentazione dei club di calcio
Mentre i vertici di Eurolega valutano il da farsi, il piano della NBA prosegue in autonomia e senza soste. L’organizzazione americana ha già pianificato il debutto della propria lega europea per la prossima stagione, strutturando trattative in fase avanzata con i candidati proprietari nelle 12 città designate: Milano, Roma, Madrid, Barcellona, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Berlino, Monaco di Baviera, Istanbul e Atene.
A conferma di questa strategia parallela, il Deputy Commissioner Mark Tatum ha intensificato i contatti con i principali colossi del calcio europeo in occasione dell’assemblea della European Football Club, avviando colloqui diretti con PSG, Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco e AC Milan. I 13 azionisti di Eurolega si trovano di fronte a un bivio epocale: accettare le condizioni di Adam Silver mettendo il blocco alle nuove franchigie o rischiare la concorrenza frontale di un colosso già pronto a prendersi i principali mercati del continente.




