I proprietari dei tredici club azionisti della competizione si riuniscono a Villa d’Este, a Cernobbio, per un vertice straordinario ospitato dall’Olimpia Milano, come scrive La Gazzetta dello Sport. L’appuntamento, al via con una cena ufficiale prima dei lavori della mattina seguente, rappresenta uno dei passaggi strategici più delicati della storia recente del basket continentale. Attorno al tavolo del board dei proprietari si affrontano due visioni opposte per la crescita del movimento: da un lato l’autonomia gestionale con un piano di ampliamento interno, dall’altro la proposta per cedere la gestione operativa del torneo alla lega nordamericana.
Una scelta destinata a tracciare in modo permanente i confini del professionismo europeo per i prossimi decenni.
Eurolega: il progetto di espansione di Chus Bueno e l’ipotesi NBA Europe
Il CEO dell’Eurolega Chus Bueno ha elaborato una tabella di marcia che prevede l’allargamento iniziale a 24 squadre fino a toccare quota 28, trasformando fino a 21 club in franchigie permanenti. In questo scenario i tredici azionisti fondatori otterrebbero licenze a tempo indeterminato, mentre le restanti licenze verrebbero collocate sul mercato con valori stimati tra i 50 e i 90 milioni di euro (tra le società interessate si registrano Virtus Bologna, Napoli Basket, Maxima e BC Roma).
A sparigliare le carte è intervenuta la proposta formale presentata dalla lega statunitense per l’avvio del circuito NBA Europe: una struttura da 16 squadre (12 franchigie fisse e 4 posti assegnati sul campo) che per l’Italia prevedrebbe due piazze di riferimento locate a Milano e Roma. I proprietari dovranno quindi stabilire se proseguire lungo la via tracciata dall’Eurolega o sposare il progetto americano.





