Due vittorie, stesso punteggio, partite diverse
Due trasferte, due vittorie, punteggi quasi identici. Eppure, le gare con Bayern Monaco e Reyer Venezia hanno raccontato due partite profondamente diverse per la Virtus Bologna. In Germania i bianconeri hanno preso il comando fin dalle prime battute, costruendo un vantaggio importante e riuscendo a conservarlo fino alla sirena, senza mai perdere realmente il controllo della gara. Al Taliercio, invece, è servito un copione opposto: inseguire, ricucire pazientemente lo svantaggio e infine cambiare marcia nell’ultimo quarto, prendendo definitivamente in mano la partita. Due successi che, al di là del risultato, raccontano qualcosa di interessante sulla squadra di Mumbrú: una Virtus capace di vincere in modi diversi, imponendo il proprio ritmo quando le cose funzionano fin dall’inizio, ma anche trovando pazienza e lucidità quando la partita richiede di adattarsi. Adattarsi, ma non snaturarsi: la squadra di Mumbrù continua ad essere quella che gioca più in transizione di tutti in Eurolega (quasi il 18% dei propri possessi, 20 punti segnati contro il Bayern) ed è seconda in Italia (18.5%, 18 punti segnati ieri a Venezia).
Una squadra senza un unico protagonista
Certo, Marcus Carr è l’uomo copertina di questo avvio di stagione. La partita straordinaria contro l’Olympiacos, impreziosita dal canestro della vittoria, l’ultimo quarto decisivo contro Roma e, più in generale, una crescente capacità di prendersi la squadra sulle spalle nei momenti che contano. Anche a Monaco, dopo tre quarti piuttosto anonimi, ha segnato nove dei suoi tredici punti nell’ultima frazione, ai quali ne ha aggiunti altri sette nel quarto periodo contro la Reyer. In questo avvio di stagione, l’ex Würzburg viaggia a oltre sette punti di media negli ultimi dieci minuti. Numeri che raccontano bene il suo impatto, ma che non significano necessariamente che la Virtus dipenda da lui.

Un altro aspetto interessante delle prime uscite stagionali è infatti la capacità della Virtus Bologna di trovare protagonisti diversi. A Monaco, partita che ha segnato il ritorno di Kevin Kokila, è stato Wendell Moore a prendersi la scena, con 20 punti e 9 rimbalzi, accompagnato dall’energia e dai canestri di Bo Klintman. A Venezia, con Moore fuori dai dodici, è stato invece Frazier a guidare la rimonta e a mettere la firma sul finale, con il prezioso contributo sotto i tabelloni di un Diarra sempre più affidabile. Una distribuzione delle responsabilità che è una delle caratteristiche più interessanti di questa squadra, dove le rotazioni offrono a Mumbrú una gran varietà di soluzioni. Che permette anche di valorizzare il contributo di giocatori come Tommaso Baldasso, autore di canestri pesanti contro Venezia e capace di portare il proprio mattoncino anche in Eurolega. E, soprattutto, di assorbire senza troppi contraccolpi l’avvio opaco di Derrick Alston Jr., che al momento tira con meno del 35% dal campo ed è reduce dall’1/8 contro la Reyer. Del resto, i numeri offensivi collettivi parlano chiaro: nelle sette partite disputate finora tra campionato ed Eurolega, la Virtus è rimasta sotto quota 90 punti soltanto in due occasioni. Un dato che racconta meglio di tanti altri la profondità e la varietà delle soluzioni offensive a disposizione del coach spagnolo.
Quando l’attacco si ferma, c’è la difesa a zona
Il dato forse più interessante delle due trasferte è la capacità della squadra di rimanere dentro le partite anche quando l’attacco perde fluidità. A Monaco, dopo i 35 punti di un primo quarto quasi perfetto, i bianconeri hanno inevitabilmente rallentato, trovando appena un canestro nei primi cinque minuti del secondo periodo e faticando nuovamente in avvio di ripresa. Il Bayern è arrivato fino al -3, senza però riuscire a completare la rimonta. A Venezia il copione è stato diverso, con una Virtus inizialmente incapace di trovare ritmo su entrambi i lati del campo, ma progressivamente più efficace nella propria metà campo.
In questo senso, merita un approfondimento il ricorso alla difesa a zona, un’alternativa tattica non nuova, ma che finora si era vista soltanto in Eurolega, dove la Virtus è la squadra che l’ha utilizzata nettamente più di tutti. Questa settimana, però, il copione si è ribaltato: nella vittoria in terra tedesca non ce n’è stato bisogno, mentre in Laguna Mumbrú l’ha proposta nel secondo e nell’ultimo quarto, contribuendo a togliere certezze all’attacco della Reyer e a cambiare l’inerzia della gara. Una soluzione utilizzata a sprazzi, ma che aveva già pagato ottimi dividendi contro Milano e Olympiacos e che anche a Venezia ha aiutato a rimettere le mani su una partita diventata parecchio complicata. I numeri stagionali, del resto, parlano chiaro: nei 19 possessi difesi a zona, una 2-3 piuttosto basilare, la Virtus ha concesso appena 7 punti, tenendo gli avversari a 3/14 dal campo. Il punto chiave è saper scegliere il momento giusto per metterla in campo. E finora, nella scelta dei tempi, Mumbrú ha dimostrato di avere un’ottima sensibilità.
Chi sale
Riflettori su Bobi Klintman questa settimana. Aveva già mandato segnali eccellenti in casa con Roma, questa settimana si è confermato. Solidissimo in Eurolega, ha marchiato anche la gara di campionato con Venezia, non solo offensivamente, ma anche dando grande impatto difensivo, con la sua versatilità e intercambiabilità su più ruoli. Per lui parlano anche i numeri: +12 di plus/minus in entrambe le partite.
Chi scende
Abbiamo già accennato ai numeri di Derrick Alston Jr., probabilmente il giocatore più in difficoltà in questo avvio di stagione della Virtus Bologna. Individuato come uno dei principali terminali offensivi della squadra, è stato fin qui effettivamente il giocatore con più possessi a disposizione, senza però riuscire a trovare continuità al tiro: appena il 22% dall’arco. Quella di Venezia è stata, peraltro, la prima partita in cui non è riuscito a raggiungere la doppia cifra. Guardando le partite, però, la sensazione è che il problema sia più legato a un momento di scarsa precisione che a una difficoltà di inserimento nel sistema di gioco. Alston sembra infatti trovarsi a proprio agio nel basket ad alto ritmo di Mumbrú, che gli chiede di correre il campo e di non esitare quando si presenta un tiro aperto da tre punti, anche nei primi secondi dell’azione. Le occasioni, insomma, non mancano, così come la fiducia dell’allenatore. Per il momento manca soprattutto la mira, con l’auspicio che le percentuali possano presto tornare a salire.
Prossima Settimana
Ovviamente il tempo per godersi le due vittorie esterne per la Virtus Bologna è minimo. Il calendario propone altri tre impegni in sei giorni, con il doppio turno di Eurolega a fare da protagonista: mercoledì 14 ottobre i bianconeri saranno di scena a Parigi, prima di tornare al Paladozza venerdì 16 per affrontare il Baskonia. Domenica 18, poi, spazio nuovamente al campionato, con la sfida contro Scafati.





