RJ Cole vive il suo approdo all’Olimpia Milano come un banco di prova importante, forse il più significativo della sua carriera europea. Dopo le tappe in Germania, Grecia, Lituania e Venezia, il playmaker americano si trova ora a fare i conti con la dimensione dell’Eurolega, competizione che richiede un salto di qualità netto rispetto a tutto ciò che ha affrontato finora.
Il suo approccio è pragmatico: niente forzature, niente accelerazioni artificiali. «Continuerò a essere me stesso e a trovare il mio posto nel flusso della partita e in quello di cui la squadra ha bisogno per vincere», ha dichiarato ai canali ufficiali del club. L’adattamento, per Cole, passa prima di tutto dalla comprensione del sistema: tempi, spazi, gerarchie e responsabilità all’interno di un gruppo costruito per competere su più fronti contemporaneamente:
«Credo che, una volta che mi sentirò a mio agio nel mio ruolo e avrò capito meglio cosa debba fare per aiutare la squadra, la transizione risulterà più semplice.»
Sul piano personale, il filo conduttore è lo stesso che ha guidato tutta la sua carriera: dimostrare di meritare i palcoscenici più importanti. «Voglio far vedere a tutti che merito di giocare ai massimi livelli», ha detto senza giri di parole. A Milano trova un ambiente che può aiutarlo in questo percorso: un roster ricco di giocatori esperti, da cui intende imparare ogni giorno.
L’Eurolega come priorità collettiva
Oltre alla dimensione individuale, Cole ha parlato anche degli obiettivi del gruppo. Vincere in Italia è un traguardo dichiarato, ma non è quello che occupa maggiormente i pensieri dello spogliatoio in questo momento:
«Credo che in questo momento il nostro obiettivo principale sia trovare un modo per farci notare anche in Eurolega: penso che questo sia un gruppo che può farlo.»
Una dichiarazione che dice molto sull’ambizione con cui l’Olimpia si è presentata alla stagione, e sul livello di consapevolezza che già circola tra i giocatori.




