Il nome di Matt Rizzetta e del suo fondo Underdog Global Partners è ormai entrato nel radar dei media americani. Sportico ha dedicato un lungo approfondimento al progetto che il fondatore di Underdog sta costruendo attorno a Napoli, con un obiettivo dichiarato: trasformare la città in un polo sportivo di respiro internazionale.
Il fulcro di tutto è il calcio. Rizzetta considera la SSC Napoli l’asset imprescindibile, quello senza cui l’intera architettura del progetto faticherebbe a reggere. Secondo quanto riportato, verso la fine del 2025 Underdog ha avviato un tentativo concreto per rilevare il club dalla famiglia De Laurentiis. I colloqui sarebbero ancora aperti, ma le distanze restano significative: Aurelio De Laurentiis chiederebbe circa 2 miliardi di euro, mentre Underdog sarebbe disposto a mettere sul piatto tra 1 e 1,3 miliardi per il solo club. Rizzetta si dice fiducioso sulla possibilità di trovare un’intesa, pur escludendo di voler prolungare la trattativa fino al 2027.
Un modello da grandi club europei
L’idea di fondo è aggregare più discipline sportive sotto un unico marchio cittadino, seguendo l’esempio di realtà come Real Madrid, Barcellona o Bayern Monaco. Napoli Basket, di cui Underdog detiene già la quota di maggioranza, è uno dei pilastri già in piedi, insieme alla squadra femminile, al volley e a una serie di investimenti immobiliari nell’area.
Sul fronte infrastrutturale, in caso di acquisizione del club calcistico, sarebbe già stata discussa con le istituzioni locali un’operazione pubblico-privata da circa 500 milioni di euro per la ristrutturazione dello stadio Diego Armando Maradona. Per il basket, invece, si parla di una nuova arena da 300 milioni di euro, con contatti già avviati con EuroLeague e NBA Europe.
Il piano B: Juve Stabia o Real Aversa
Se la trattativa per il Napoli dovesse naufragare, Underdog non resterebbe a mani vuote. Secondo Sportico, il fondo avrebbe già avviato contatti per rilevare Juve Stabia oppure il Real Aversa 1925, con l’intenzione di sviluppare un progetto calcistico alternativo nell’area napoletana e puntare, nel lungo periodo, alla Serie A.
Il quadro che emerge dall’inchiesta americana è quello di un’ambizione che va ben oltre il basket: Rizzetta non sta costruendo una squadra, sta provando a edificare un gruppo sportivo integrato con Napoli e il calcio come asse portante.





