La Virtus Bologna chiude una settimana nera giocata interamente in casa e perde la terza partita consecutiva e con lei l’imbattibilità in campionato. A espugnare il PalaDozza è una trieste che ogni settimana di più dimostra qualità, cuore, talento e la voglia di non mollare mai giocando secondo i suoi dettami.
Infatti la partita viaggia direttamente sui binari del ritmo, degli attacchi e della voglia più di offendere che di attendere le mosse avversarie. I biancorossi partono tutto sommato bene, ma poi sono i virtussini a imporre la loro legge e ribaltare completamente l’andamento del match e con un parziale si portano sul +10 al 35-25. Quando Ross viene gravato del terzo fallo e la Virtus chiude sul +9 il primo tempo sembra che la partita sia indirizzata sui colori bianconeri, ma il cuore ospite è tanto, infatti sono addirittura 29 i punti realizzati da Ross e compagni nella terza frazione che, sostanzialmente ribalta le sorti e permettere di chiudere sul 72-77 il terzo quarto.
Nell’ultima frazione la Virtus si perde, non chiude quasi mai in difesa, regala sguardi aperti ai tiratori triestini e piomba a -10. Ma se Trieste non muore mai, la Virtus invece pure e con Wendell Moore e la fisicità diffusa torna a contatto prima del gran finale dove sono due i protagonisti. Con la Virtus praticamente attaccata, prima Galloway si inventa un gran canestro in isolamento e nell’azione successiva Ross fa anche meglio con un floater clamoroso che caccia definitiviamente la Virtus sott’acqua. Lo scarto finale è anche forse ampio, ma il merito della vittoria di Trieste è totale grazie al talento dei singoli e all’unità di squadra. La Virtus rimane in testa, non più da sola e deve provare a uscire da una settimana da dimenticare.







