La Dolomiti Energia Trento non riesce a trovare continuità. Dopo una domenica complicata, il martedì sera a Napoli non ha portato il riscatto sperato. L’Aquila ha chiuso il turno con un bilancio che racconta bene le difficoltà di questo avvio: 3 vittorie e 3 sconfitte in LBA, 2-4 in EuroCup, con almeno un risultato che, secondo lo stesso staff, poteva e forse doveva andare diversamente.
Ad analizzare il momento in un’intervista a L’Adige è Rudy Gaddo, responsabile dell’area sportiva del club trentino, che prova a inquadrare le difficoltà senza drammatizzare, ma senza nascondersi.
Un percorso che richiede tempo
Il calendario non ha fatto sconti. Il ciclo complicato era cominciato già con la gara contro il Buducnost, poi domenica scorsa contro la Maxima Roma e martedì a Napoli. Prossime tappe: trasferta a Milano e poi il Tofas Bursa in EuroCup, con Bologna, Klaipeda e un altro confronto con Napoli all’orizzonte. Un programma che lascia poco spazio per rifiatare.
Proprio il Tofas non va sottovalutato: la squadra turca è la seconda forza del girone e ha dimostrato il proprio valore sfiorando il colpo esterno contro Napoli. Un avversario tutt’altro che abbordabile.
Sul rendimento altalenante, Gaddo è diretto:
«È decisamente presto per fare i conti. Non ha molto senso visto che siamo appena al 4 novembre. Lavoriamo con una prospettiva ampia nella quale pensiamo a salvarci, sviluppare giocatori, perché no, anche a sognare. Costruiamo un pezzo alla volta lungo questa scala di obiettivi. Siamo un gruppo formato da giocatori importanti che sono inesperti e poi giovani e giovanissimi che lo sono ovviamente altrettanto. Componenti queste che spiegano le tante facce diverse che abbiamo mostrato in questo inizio di stagione anche durante una stessa partita.»
Il tema della crescita torna spesso nelle parole del dirigente trentino. L’obiettivo non è solo il risultato immediato, ma costruire qualcosa di solido nel tempo:
«Dobbiamo pensare a crescere: se ad aprile saremo gli stessi di ottobre vorrà dire che qualcosa non ha funzionato. Dobbiamo pensare a questo mantenendo la testa fuori dall’acqua.»
Brown, Olivari e il caso Jota Molina Bouza
Tra i nodi da sciogliere c’è il rendimento di alcuni giocatori offensivi. Contro Roma e Napoli, i due Brown e Olivari hanno faticato contro le difese avversarie. Charlie Brown, che in precedenza aveva convinto con prestazioni di livello, sta attraversando una fase di adattamento. Gaddo spiega il perché senza nascondere le difficoltà:
«Dopo anni di G-League si sta confrontando con un mondo cestistico diverso. È vero che il canestro è sempre a 3,05, ma sono tanti aspetti del gioco a essere differenti. In preseason ha mostrato molti alti, ma poi ha faticato con l’impatto. Piano piano si sta adattando. Charlie è un ragazzo che si sbatte col gruppo e siamo contenti di lui.»
Discorso simile per Josè Molina Bouza, su cui il responsabile sportivo mantiene la fiducia pur riconoscendo che c’è ancora strada da fare:
«I percorsi di crescita non sempre sono lineari. Jota ha qualità e lavora. Deve chiaramente maturare durezza e consistenza per stare a questo livello.»
Nel frattempo, il campionato continua a riservare sorprese. Tortona, indicata tra le candidate all’alta classifica alla vigilia, si trova al momento con un solo successo in sei partite. Un segnale che le difficoltà di Trento non sono un caso isolato: tutta la Serie A sta cercando i propri equilibri, tra chi affronta le coppe europee dopo anni di assenza e chi fatica a gestire il doppio impegno settimanale.





