Una settimana davvero intensa, e a tratti molto divertente. Come non poteva non esserlo quella che precedeva la Final Eight di Coppa Italia. Che da domani va ad incominciare.
E sulla quale, lungi da noi azzardare alcun pronostico. Se non l’osservazione della realtà contingente: Milano e Bologna le due squadre favorite, burocraticamente, quasi per dovere, ma Venezia e Sassari le due formazioni più in palla in questo momento. Dovesse, una di queste ultime due fare l’impresa, nessuno gridi alla sorpresa. Sarebbe semplicemente la logica interpretazione dell’andamento di questa ultima parte di stagione. Nell’anomalia del tabellone, che vede tre delle quattro squadre citate dallo stesso lato, dunque nell’impossibilità di affrontarsi in finale, ma costrette alla reciproca eliminazione, prima nel quarto e successivamente in semifinale, in una sorta di disfida tra Orazi e Curiazi, che ne lascerà una soltanto in finale contro la sopravvissuta dell’altra sponda, dove teoricamente Sassari dovrebbe trovare resistenza soltanto da Brindisi. Tutto il resto, si, sarebbe una clamorosa sorpresa.
O forse a qualcuno interesserà maggiormente, sempre domenica in anteprima alla finale di Coppa Italia (ore 18,15), la sfida lacrime e sangue tra Varese e Fortitudo (ore 16, recupero della 17° turno di campionato), snodo fondamentale sul binario della salvezza. Ce n’è di basket, nei prossimi giorni, da divertirsi, da godere o da soffrire.
Come ce n’è stato, dicevamo, nella settimana scorsa.
A cominciare dalla “magia” di Milos Teodosic, che ha stritolato nelle spira del pitone il povero Leonardo Candi. Immagine che ha fatto il giro del globo terracqueo. E non ci ha convinto. Almeno nella sua definizione. A ben guardare ci sembra che più che di magia si sia trattato di un vero e proprio episodio ipnotico. Infatti, se non fosse stato ipnotizzato da quel serpente velenoso serbo, Leo, invece di rimanere fermo e impalato, avrebbe fatto un passo indietro, magari commettendo fallo, ma Milos la palla intorno alla vita mica gliela poteva girare. A riconferma di un episodio di ipnosi totale depone anche il fatto che Candi, nell’azione successiva, piuttosto che tirare a Teodosic una lecca sui denti (oh, mica approviamo, ma interpretiamo le reazioni emotive correnti di un giocatore in campo), sia andato pure a congratularsi. Scherzi a parte: resta l’immaginazione al potere. Quella di Milos Teodosic.





