Fughiamo il campo da ogni dubbio: non ho evidenze, certezze o qualsiasi tipo di conferma che le mie orecchie abbiano potuto ascoltare da fonte attendibile sulla questione Messina coach dell’Italia.
Specificato questo, però, nulla ci vieta di provare a fare un ragionamento sulle uniche evidenze che abbiamo, ovvero che la Gazzetta Dello Sport, questa mattina ha parlato di un accordo (più o meno ratificato) da parte di Ettore Messina come nuovo coach della nazionale italiana.
Ma prospettiamo i due scenari:
Poniamo che la notizia sia falsa come anche smentito categoricamente da Ettore Messina su Instagram a un post riportato da parte di Eurohoops. A questo punto, se fosse davvero una storia falsa, bisognerebbe prendersi le proprie responsabilità nello scrivere una notizia che non solo è un rumor di mercato, ma che riportato sul più importante quotidiano sportivo nazionale ingenera un effetto potenzialmente deflagrante (in negativo) sulle sorti della nazionale che deve andare a giocarsi un preolimpico. L’allenatore attuale e un gruppo avranno sulla testa una spada di Damocle con il tarlo che l’allenatore italiano più vincente in assoluto e tremendamente sexy vista la stagione che sta avendo con l’Olimpia Milano sia alla porta se qualcosa andasse male. Come può essere focalizzata una squadra e un gruppo che a ogni sconfitta o difficoltà si vedono tirare fuori una potenziale alternativa al fallimento? Come insegna la stessa Olimpia di quest’anno, meno voci escono meglio la squadra è focalizzata sull’obiettivo. Avendo già perso un preolimpico in casa, come ci aveva detto Andrea Trinchieri, con organizzazione perfetta, tutto perfetto e con Messina in panchina, quanto può essere difficile giocarne uno così? La legge di Murphy torna d’attualità…
Poniamo invece che la notizia si vera o perlomeno che il rumor sia uscito per qualche motivo con l’autore nella cosiddetta botte di ferro sull’attendibilità della sua fonte interna. I protagonisti farebbero il gioco delle parti nello smentire, ma ipoteticamente l’accordo c’è. Torniamo sempre al ragionamento di cui sopra: qual è il senso di mettere in giro una voce così pesante alla viglia della “gita” a Belgrado per il preolimpico? Mi fa pensare a quando prima dei playoff l’Olimpia Milano tirava fuori nomi di nuovi giocatori per il backcourt, parlando di James e Nedovic come futuri acquisti in barba a chi avrebbe dovuto lottare per la maglia sapendo di essere già stato rimpiazzato. La sostanza è la stessa: se un allenatore sa di essere sostituito e una squadra è guidata da un coach delegittimato dall’alto, come può finire un’avventura se non con una sconfitta o delusione cocente? Ci sono casi come la Siena morente che vendette cara la pelle contro l’Olimpia nel 2014 andando a un tiro dallo scudetto, ma questa è l’eccezione non la regola.
E allora in definitiva da qualunque parte si guardi questa notizia destabilizza l’ambiente della nazionale, distraendola da quell’obiettivo che deve riguardare solo ed esclusivamente il campo. Già non partiamo favoriti. Per questo serve dare quel qualcosa in più per fare l’impresa che può venire solo l’unione d’intenti e alla luce di questo ci mettiamo in casa autonomamente una granata pronta ad esplodere? Il tanto utilizzato “bene comune” che coach Messina cita diverse volte in questo caso è stato calpestato senza pietà e non per colpa del coach.
Cosa ne può uscire da tutto questo? La risposta è facile e inizia con “niente di buono”…e come finirà?





