L’Olimpia Milano incappa nella sua seconda sconfitta europea sul campo dell’Unics Kazan. Il 97-71 finale racconta solo in modo parziale il dominio dei padroni di casa durante tutti i 40′. I biancorossi vengono surclassati in tutti gli aspetti tecnici, tattici e di reattività.
Transizione difensiva
Il principale aspetto che ha permesso all’attacco dell’Unics di prendere ritmo è la brutta transizione difensiva di Milano.
In diverse occasioni gli uomini di Messina hanno permesso a un giocatore russo di poter scappare via in situazioni di rimbalzo, palla recuperate e/o rimessa. Ci sono state poca pressione sulla palla per togliere il passaggio d’apertura e lentezza negli accoppiamenti difensivi.
Rimbalzo
Oggi Milano ha nettamente perso la battaglia a rimbalzo. In una serata in cui gli avversari erano in grande vena offensiva, il concedere tanto sotto i tabelloni ha aumentato ulteriormente il divario.
Kazan è una squadra con diversi giocatori dinamici che tendono a portare molto lontano dall’area i propri avversari, rendendo difficile il tagliafuori. Nessun giocatore di stazza e tanti giocatori di “movimento” che non danno riferimenti.
Piano B
In una brutta serata per gli ospiti, doveroso fare una riflessione su un possibile margine di miglioramento in vista del resto della stagione. Al netto del rovescio di questa sera, l’avvio di stagione dei biancorossi è ottimo.
Oggi però abbiamo visto come una difesa che ha sempre tenuto gli 1 vs 1 di Shields e Rodriguez, abbia messo in luce alcuni aspetti che Milano dovrà considerare da qui in poi: qual è il piano B? L’attacco di Messina si basa molto sui mismatch fisici e sulla capacità di alcuni giocatori di vincere il proprio duello diretto e cavalcare il vantaggio creato.
Nel momento in cui la difesa toglie quei vantaggi (difesa Kazan extra lusso va riconosciuto), qual è l’alternativa? I margini di miglioramento sono qui. La crescita di Daniels, il rientro di Delaney e una scelta su Grant potrebbero essere alcuni aspetti da valutare. Fisiologico che a novembre ci siano ancora cose da limare.
Kazan
La squadra russa è un avversario più tosto di quello che si potrebbe pensare, soprattutto in una serata di doppio turno e viaggio difficoltoso alle spalle.
E’ una delle difese in Eurolega che ha il miglior defensive rating, non che una di quelle che forza più palle perse agli avversari. Non ha un singolo cattivo difensore sulla palla (tolto Lorenzo Brown) e ha lunghi di grandissima mobilità (John Brown su tutti) che permettono blitz aggressivi sui palleggiatori avversari.
A livello offensivo è stata una serata fuori dai canoni dell’Unics. Tendenzialmente è una squadra che gioca a ritmi più bassi e con un’efficienza offensiva decisamente meno impattante. E’ però dotata di esterni di grandissimo talento (Mayo, Henzoja, Brown, Canaan) che in singola serata posso trovare le giocate per fare molto male. Lo sa il Baskonia, ne ha avuto un assaggio il Real e questa sera l’Olimpia.
Fatto salve le dovute premesse dovute “all’estemporaneità” di questa serata, questa vittoria è figlia di un piano partita preciso di Perasovic. Temendo l’efficacia della difesa di Milano, ha impostato una partita in cui ha chiesto ai suoi di attaccare sempre nei primi secondi dell’azione. Giocare al limite della palla persa per limitare i possessi a difesa schierata. Ottima transizione offensiva, aiutata da un’ottima serata offensiva. Il Kazan c’è eccome in questa Eurolega.





