Uno degli acquisti senza dubbio più eccitanti della scorsa sessione di mercato estiva è stato Shabazz Napier. Un talento da rotazione di NBA, che aveva scelto di venire in Europa per diventarne possibilmente una stella. Un fuoco d’artificio che però non è mai veramente esploso, e che oggi si è spento definitivamente. L’esterno statunitense ha infatti comunicato la propria decisione di lasciare lo Zenit San Pietroburgo. Una scelta arrivata in un momento particolare per la Russia, ma che niente ha a che vedere con gli ultimi sviluppi sul fronte ucraino. Ripercorriamo insieme le tappe di questa storia travagliata, avvolta da un alone di mistero sui mesi trascorsi fuori dal campo dal giocatore.
Nel 2019/2020 il giocatore aveva militato prima nei Timberwolves e nei Washington Wzards, con medie da 10.3 punti e 4.7 assist in 23 minuti. Poi il trasferimento a Porto Rico, infine la Russia. Le responsabilità affibbiate allo statunitense sono molte fin da subito: sostituire in cabina di regia Kevin Pangos e guidare nuovamente lo Zenit ai playoff, dopo la gloriosa campagna dell’anno precedente. Le premesse per essere uno dei nuovi astri dell’Eurolega ci sono tutte, Napier lo dimostra fin da subito. Tre amichevoli per entrare in condizione e poi una gara che fa stropicciare gli occhi ai propri tifosi, la semifinale di VTB Super Cup contro l’UNICS. Napier gioca 30 minuti e domina completamente la partita: 6 triple segnate su 8 tentativi, 11 tiri liberi su 13, 6 assist e 33 punti in totale. Una prestazione spaventosa, che fa parlare di sé in tutta Europa.
Tuttavia sarà la gara successiva a condizionare definitivamente la stagione di Shabazz Napier. Il 19 Settembre si gioca la finale contro il CSKA Mosca, ma il playmaker è costretto ad uscire dal campo dopo soli 29 secondi per un infortunio ai legamenti della caviglia destra. Lo staff medico della squadra manifesta subito la propria preoccupazione e il GM Tserkovny definisce l’infortunio “a rather serious injury”. Da questo preciso istante ha inizio tutto il calvario che ci porta alla giornata odierna. Inizialmente vengono escluse fratture, ma la riabilitazione dura più a lungo del previsto. Ad inizio Gennaio si inizia a parlare di un suo possibile ritorno, mentre Xavi Pascual interviene al podcast di Area 52 e prevede un suo rientro non prima di inizio Febbraio.
Oggi la telenovela legata a Shabazz Napier si conclude con l’annuncio della sua risoluzione del contratto. Secondo Artem Komarov, la ragione prescinderebbe però dal conflitto armato di questi giorni. Il giocatore avrebbe comunque lasciato la Russia, non sentendosi ancora pronto a giocare. Che qualcosa sia andato storto nel corso della riabilitazione? Sicuramente l’infortunio è stato di un’entità ancora più importante rispetto a ciò che si prevedeva inizialmente e Napier sente di dovergli dedicare maggiore tempo. Come altrettanto sicura è l’importanza che questa perdita ha avuto sul sistema dello Zenit. Utilizzando le parole dello stesso Pascual ad Area 52, lo statunitense avrebbe dato alla squadra un maggiore controllo delle partite sia in fase di creation che in transizione.Per non parlare poi delle sue capacità fisiche e di realizzatore.
Un vero peccato, per un giocatore che avrebbe potuto fare la differenza. Un fuoco d’artificio mai esploso, come dicevamo prima. La speranza è quella di vederlo calcare nuovamente i campi europei prima o poi. Perché hai un conto in sospeso con tutti noi Shabazz.
