“Manca però un pezzo, siamo arrivati a Roma ma il Papa ancora non l’abbiamo visto“. Iniziano così le dichiarazioni di Baraldi sull’ultimo traguardo raggiunto dalla sua Virtus. Con una vittoria autoritaria alla Fonteta, la squadra di Scariolo si è aggiudicata il pass per la finale dell’11 Maggio. Finale che sarà giocata a Bologna, davanti ad un pubblico che sarà presente in massa per supportare la propria squadra. I biglietti sono quasi esauriti dopo una sola ora dall’apertura delle vendite: un dato che fa capire il momento che stanno vivendo le V nere. Mai la Segafredo è stata così vicina al proprio sogno inseguito da anni, l’Eurolega. Ma attenzione, perché la beffa è dietro l’angolo.
Noi siamo forti, ma affrontiamo una squadra che ha battuto avversari fortissimi e sempre in trasferta. E non dimentichiamo che tutte le favorite del torneo hanno perso gare casalinghe. Ora lavoreremo in silenzio, ed è bello che tutti i giocatori siano rimasti in ritiro.
Il momento più importante della stagione è arrivato. Il passo decisivo, il salto finale che sarebbe coronamento di un percorso durato anni. Cinque primavere fa, combattendo sui parquet di Serie A2, anche solo pensare di arrivare a questo punto sarebbe stata utopia. Ma la dirigenza della Virtus non si è mai nascosta dietro un dito, ha sempre resi chiari i propri obiettivi. Tornare a vincere in Italia il primo, raggiunto l’anno scorso. Tornare nell’Europa che conta il secondo, a soli 40 minuti di distanza che tengono separati le V nere dall’Eurolega. Il tutto raggiunto grazie ad una struttura ed una società che sono modello da seguire, per progettazione e decisione nell’agire.
Oggi siamo un modello di riferimento per tutta Europa grazie a tutti quelli che lavorano qua. Le ragazze sono arrivate in finale scudetto e in Eurolega prima dei maschi. Abbiamo una Under15 alle finali nazionali. Ringraziamo il dottor Zanetti, è un uomo felice e gli piace questo ambiente perché è sano.
Parole di tutt’altro tenore rispetto a quelle pronunciate due mesi fa dallo stesso CEO della Virtus. Sembrano passati secoli da quella sconfitta in Coppa Italia con la Bertram Derthona, che aveva fatto preoccupare non poco i tifosi bolognesi. Da quei giorni è cambiato tutto e le V nere sembrano una squadra completamente nuova. La partita contro Valencia ne è la prova definitiva. Vincere alla Fonteta, campo ancora inespugnato nel 2022, dominando in questo modo la gara non è da tutti. La squadra di Scariolo è apparsa in controllo della situazione per 40 minuti, dando sempre la sensazione di avere tutto sotto controllo.
Uno strapotere che deve far ragionare, visto che gli spagnoli erano tra i concorrenti più temibili in vista della vittoria finale. Una partita da campioni veri, da squadra di altra categoria. Da squadra di Eurolega. Questa società è pronta, i tifosi sono pronti, le prestazioni sul campo lo dicono chiaramente: ora o mai più.
Dopo l’Eurolega non c’è più nulla, dovremo andare in Cina o su Marte… Se faremo l’Eurolega non la faremo così per partecipare, perché noi non giochiamo, vinciamo. Non faremo gite enogastronomiche, andremo in giro con la giusta mentalità.
L’asticella si alza sempre di più, l’obiettivo diventa sempre più ambizioso. Ma d’altronde è questa la mentalità che ha permesso alla Virtus di arrivare dov’è in questo momento. Attenzione però a dare per scontata la vittoria. Sottovalutare una banda di underdogs come quella del Bursaspor sarebbe da ingenui, dimostrare la propria superiorità è obbligatorio. Perché forse il passo finale sta proprio tutto qui: vincere da favoriti la gara decisiva. Una banalità che però non è più tale in momenti importanti come questo. La Virtus ha tutte le carte in regola per farlo, e per rendere l’11 Maggio una data storica per il club.





