Jeremy Senglin, esterno della Pallacanestro Reggiana, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Backdoor Podcast nella quale ha parlato di queste prime settimane in Italia, ma ha anche raccontato delle proprie qualità e di cosa si aspetta nel futuro.
– Nonostante tu sia arrivato da poco ti sei da subito dimostrato un giocatore chiave a Reggio Emilia.
Qual è la tua opinione sulle prime settimane che hai passato qui in Italia, sia per quanto riguarda il campo che la vita extra campo?
Finora l’esperienza italiana è sicuramente andata bene: in campo ho alternato buone gare a qualche momento difficile. Mi piace la Serie A, esprime un livello alto di pallacanestro e il tasso di competitività è notevole. Sto ancora imparando a conoscere questo campionato, non posso che migliorare col tempo. Fuori dal campo, l’impatto con Reggio Emilia è stato ottimo, anche la mia famiglia (moglie e figlia) è felice e quindi sono contento anche io.
– Quando sei arrivato a Reggio Emilia in quale aspetto hai faticato maggiormente ad ambientarti? Chi ti ha aiutato di più tra i tuoi compagni di squadra?
I miei compagni sono stati molto bravi ad accogliermi in un gruppo in cui sono arrivato in corsa, non solo loro ma anche tutto lo staff. Quello con cui mi confronto di più è Cinciarini, il capitano: parliamo spesso durante gli allenamenti e mi sta dando tanti consigli utili soprattutto su come affrontare i momenti difficili.
– Hai giocato in America, Germania, Francia, Spagna e ora in Italia: quali sono le maggiori differenze e le caratteristiche di questi campionati?
La verità è che parliamo sempre di basket, seppur in nazioni diverse. La Spagna è più tecnica, la Francia più fisica, mentre la lega tedesca non l’ho conosciuta così bene da poterla giudicare. L’Italia credo sia un mix di entrambe: un po’ meno tecnica dell’ACB, ma più della LNB, un po’ meno fisica e atletica di quella francese ma più di quella spagnola. L’altra cosa che cambia, per un tiratore come me, è il tipo di pallone utilizzato: infatti mi sto ancora abituando a quello italiano.
– Parlando invece di te. Quali sono le tue migliori qualità? In cosa devi, invece, migliorare?
Ci sono stati momenti e partite dove sono entrato in ritmo e son riuscito ad essere incisivo. Ma non ho avuto la continuità di rendimento che vorrei, quindi il primo obiettivo è quello. Sto cercando giorno dopo giorno di capire in che modo essere più coinvolto in attacco, ma voglio migliorare anche a livello difensivo, essere più aggressivo.
– Qual è la partita o il momento della tua carriera che non dimenticherai mai?
Non ho un momento in particolare da citare, ma tanti bei ricordi sia al College che nella mia carriera europea. Ad esempio a Weber State ho segnato un canestro allo scadere per mandare la partita al supplementare durante il torneo Ncaa , l’anno scorso invece a Nanterre un canestro della vittoria da metà campo. Spero ce ne siano di nuovi!
– Quali sono i tuoi obiettivi, sia personali che di squadra, per questa stagione e per il futuro?
Sono uno con i piedi piantati a terra e guardo giorno dopo giorno, la carriera di un giocatore di basket è fatta di alti e bassi e bisogna saperli affrontare con serenità. Ora come ora la mia concentrazione è tutta sul raggiungere la salvezza con Reggio Emilia, poi vedremo.





