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Pablo Laso: “In Eurolega non ci sono solo i coach, l’Olimpia ha avuto troppi infortuni”

Marco Marini by Marco Marini
2 Mar 2023
in EuroLeague
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Pablo Laso: “In Eurolega non ci sono solo i coach, l’Olimpia ha avuto troppi infortuni”
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Dopo mesi di silenzio e rumors, Pablo Laso è tornato a parlare. L’ex coach del Real Madrid ha concesso una lunga intervista ai nostri colleghi di Area 52, affrontando moltissimi temi interessanti. Laso ha parlato del suo passato, della struttura attuale dell’Eurolega e delle stagioni di Virtus Bologna e Olimpia Milano. Di seguito vi lasciamo l’intervista completa, di cui riportiamo solo alcuni passaggi molto interessanti.

Laso ha iniziato la sua intervista parlando del suo attuale (e molto strano) momento da disoccupato. Lo spagnolo ha parlato di come sta gestendo il suo tempo libero, sfruttandolo in particolare per guardare più basket possibile e approfondire le proprie conoscenze.

Sono molto amico di Xavi Pascual, che a Settembre mi ha detto: “Pablo, il primo mese diventerai matto guardando ogni partita possibile! Poi ti rilasserai…”. Ed effettivamente è così, diciamo che ora sono diventato più selettivo ma guardo tante partite differenti: Eurolega, lega italia, greca, tedesca… Quando alleni non hai tutto questo temo, ora spendo molte ore a guardare pallacanestro.

Il commento successivo ha riguardato la programmazione di Eurolega, che sappiamo essere decisamente piena di partite. Questi impegni, sommati a quelli dei campionati locali e delle nazionali, caricano eccessivamente i giocatori. Ma per Laso cosa è meglio, giocare in un campionato dall’alto livello di competitività e qundi “allenante” per l’Eurolega o far parte di una lega nazionale meno competitiva?

È molto importante avere un’alta competitività in ogni campionato, perché ti prepara alle gare di Eurolega e mantiene alta la concentrazione. Per me, da coach, la sensazione peggiore però è quella che i giocatori non abbiano abbastanza tempo per riposarsi e lavorare. Con questa programmazione è difficile, ma allo stesso tempo è importante avere campionati competitivi.

In un momento successivo dell’intervista, Laso ha poi commentato una questione tecnica molto dibattuta negli ultimi mesi di Eurolega. Poco tempo fa, Mike James su Twitter si era lamentato per la boxe and one operata dall’Alba Berlino su di lui, giudicandola come una scelta codarda. Successivamente era arrivata la risposta anche di Scariolo, e questo è stato il commento dell’ex coach dei blancos.

Penso che molti allenatori abbiano un piano A che ti fa vincere la partita nel caso venga messo in atto con successo. Ma questo non avviene spesso, quindi ti servono un piano B, C, D e sei fortunato se non te ne serve anche uno E durante l’anno. Per quanto riguarda la box and one, molte volte devi mettere in pratica situazioni in campo per prepararle in vista di un momento in cui ti potrebbero servire. Non puoi semplicemente dire, da un giorno all’altro, “difendiamo con la box and one su Lorenzo Brown”. Sono aspetti che devi preparare in altre gare, io l’ho fatto l’anno scorso prima delle Final Four in una gara giocata a Gran Canaria. Magari poi non ti serve, e infatti non la utilizzammo poi alle Final Four, ma devi essere pronto.

Molti, quando parlano dell’Eurolega, tendono a definirla una “Coaches’ League“, una lega in cui i protagonisti principali sono gli allenatori. Recentemente, nell’Urbonus Podcast di Basketnews, anche Errick McCollum e Malcolm Delaney hanno appoggiato questa tesi. Laso, dalla sua posizione di allenatore più influente degli ultimi anni, ha commentato la questione.

Non voglio essere duro con Loro, ma se pensi di venire in Europa e fare quello che vuoi non lo farai in una mia squadra. I club, le società sono più grandi di Delaney e McCollum. Penso sia stupido parlare di “Coaches’ League” o “Players’ League”, questa è una lega di basket. La cosa più importante è il modo in cui costruisci la squadra. Io, Pablo Laso, quanti canestri ho segnato per vincere l’Eurolega? Stessa cosa per Obradovic. Bisogna essere tutti uniti, alla fine parliamo di una “Club League”. Milano è sopra tutto, Bologna è sopra il suo coach e i suoi allenatori, Berlino ha molta più storia dei suoi giocatori o qualsiasi coach. Non sono d’accordo sulle definizioni di “Coaches’ League” o “Players’ League”.

Laso ha successivamente commentato le prestazioni in stagione dell’Olimpia Milano e della Virtus Bologna.

Hanno avuto entrambe alti e bassi. Milano ha avuto molti infortuni importanti che le hanno tolto ritmo ed è sempre difficile allenare in situazioni del genere. La gente crede che quando hai infortuni e aggiungi nuovi giocatori, questi performeranno subito ma non è cos’. Ettore ha avuto molti problemi dall’inizio con gli infortuni, ora sono a tre vittorie di fila perché sono riusciti a giocare insieme per un po’. Probabilmente dovrebbero vincere tutte le partite restanti per arrivare ai Playoff.

Con Sergio la Virtus è diversa, è stata abbastanza solida per tutto l’anno. Non stavano giocando bene, ma hanno battuto il Real. Hanno avuto ottime prestazioni e anche gare in cui tutti pensavano la Virtus dovesse vincere e, invece, hanno preso. Non dovrebbe essere così, ma è il loro primo anno in Eurolega e devono avere pazienza nel comprendere che stanno giocando in un campionato molto diverso.

Infine, Laso ha anche risposto a una domanda sul possibile confronto tra Victor Wembanyama e Luka Doncic. Entrambi hanno mostrato grandi cose in Europa, entrambi sembrano avere lo stesso destino in NBA. Luka, tuttavia, ha scelto di giocare in Eurolega finché ha potuto, mentre il francese ha scelto una strada “più semplice”. Quale sarebbe l’approccio migliore per un talento del genere?

Io avrei fatto la scelta di Luka. Dipende dalla personalità di ognuno, Luka si è mostrato molto competitivo fin dal suo arrivo a Madrid a 13 anni. Un giorno, è venuto da me dicendomi: “Pablo, l’anno prossimo sarò in prima squadra”. Io gli ho detto: “Luka, ho già molti giocatori..”. E lui mi ha risposto: “Lo so ma devo saperlo, devo essere pronto”. Luka si è sviluppato molto velocemente, penso che a Wembanyama servirà più tempo. Non conosco Victor personalmente, ma conosco Luka e ho sempre detto sarebbe diventato una star in NBA, il suo potenziale era nella sua testa. Quella non puoi comprarla, ecco perché rispetto più la scelta di Luka.

 

 

 

 

Tags: Olimpia MilanoPablo Laso
Marco Marini

Marco Marini

Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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