Il secondo incontro della giornata dell’Euroleague Head Coaches Board Congress, vuole invece favorire un dialogo sinergico tra i coach di EuroLeague e gli arbitri della stessa competizione e dopo le parole di Ituoids, Sfairopoulos e Scariolo, per gli allenatori le voci sono quelle di Ettore Messina e Zeljko Obradovic, per gli ufficiali di gara Sreten Radovic e Ioannis Foufis:
SRETEN RADOVIC (arbitro EuroLeague)
La sfida costante è quella di conoscerci di più: gli arbitri devono imparare il Gioco confrontandosi con coach e giocatori, coach e giocatori devono imparare il regolamento confrontandosi con gli arbitri. Siamo esseri umani come tutti, ci capita di sbagliare perché è nella nostra natura. Analizzando coi video le partite di EuroLeague abbiamo calcolato che la percentuale di chiamate corrette sul totale si aggira attorno al 95%. Cosa direste se un vostro giocatore sbagliasse così poche volte durante la partita?
IOANNIS FOUFIS (arbitro EuroLeague)
Prima di ogni partita sentiamo il dovere di prepararci al meglio. Scoutizziamo le giocate e gli schemi delle squadre che andremo ad arbitrare, ci concentriamo sulle abitudini dei singoli e sull’atteggiamento che anche gli allenatori mostrano durante le partite.
ETTORE MESSINA (coach Olimpia Milano)
La pallacanestro, non solo a mio avviso, è lo sport più complicato da arbitrare. Dalla qualità dell’arbitraggio dipende la qualità del gioco, la prima ha un’immediata ed enorme conseguenza sulla seconda. Noi allenatori pensiamo di conoscere tutte le regole, ma in realtà non è così. Dobbiamo fidarci delle chiamate in tempo reale degli arbitri, altrimenti dovremmo rivedere ogni chiamata e le partite non finirebbero più. La scelta filosofica da prendere, tuttavia, è un’altra: vogliamo favorire di più lo scoring o andare in direzione opposta? Possiamo concedere più falli sul tiro e viaggi in lunetta o no? I tifosi, nei palazzetti e a casa, vogliono alla fine avere più possibilità di vedere la palla entrare!
ZELJKO OBRADOVIC (coach Partizan)
Ci si lamenta spesso che le partite vengono interrotte molte volte, allungando i tempi e spezzettando il ritmo. Non è una cosa buona per lo sport? Chiediamoci piuttosto se è meglio avere un controllo in più o un errore eventuale in più? Idealmente sarei sempre per la prima alternativa, ma non si può arrivare al punto di fare ogni azione il segno dell’Instant Replay. Dobbiamo darci delle regole chiare e definitive! Noi coach in primis dobbiamo renderci conto che quello dell’arbitro è un compito difficilissimo, che richiede di dover prendere moltissime decisioni in pochissimo tempo: se non parte anche da noi un’accettazione più tranquilla delle chiamate non arriveremo mai a un miglioramento.
BONUS TRACK: mostrando la clip del game winner di Sloukas (Fenerbahce-Olympiacos, gara 3 EL Playoffs 2023) e di Llull (Real Madrid-Olympiacos, EL Final 2023), la discussione si concentra sulla quantità di buonsenso e di rigorosa applicazione del regolamento da utilizzare in finali di partita così emotivi.
MESSINA:
Siamo seri. Tutti noi sappiamo che entrambi sono passi, ma nessuno di noi li avrebbe fischiati. Sulle due giocate più importanti della stagione di EuroLeague nessuno si è lamentato in tempo reale della partenza di Kostas e Sergio, non è una cosa valutabile in diretta.
ITOUDIS:
Sarei invece per fischiare sempre passi ogni volta che la violazione avviene. Se riesco a valutarlo in base alla mia posizione, da arbitro li fischierei sempre.
MESSINA:
Dimitris, non hai idea di quello che dici, sai anche tu che non è realizzabile!





