Nwachukwu “Chima” Moneke è un cestista nigeriano con cittadinanza australiana. Nato la vigilia di Natale del ’95 in Nigeria, si è trasferito in Australia dove ha iniziato ad avvicinarsi alla pallacanestro mettendosi in mostra nel campionato giovanile locale. Ha frequentato uno Juco College negli USA mettendo ottime medie e catturando l’attenzione di UC Davis, un college NCAA Division I nel quale ha militato per due stagioni sfiorando la doppia-doppia di media. Ha iniziato la sua carriera da professionista in Pro B, la seconda divisione francese, giocando prima per Denain ASC e successivamente per Quimper.
Poi il salto in LNB con Orleans e in seguito quella che possiamo definire come la sua breakout season a Manresa dove è stato uno dei giocatori rivelazione in ACB e nella Basketball Champions League. L’anno scorso è approdato in G League, agli Stockton Kings, con una manciata di apparizioni in NBA a Sacramento, mentre nel finale di stagione è tornato nel vecchio continente giocando in EuroLeague con il Monaco. Partito da un JuCo College e dalla seconda divisione francese ora giocherà in ACB ed EL con il Baskonia, andiamo a scoprire, con l’aiuto di Synergy, pregi e difetti di Chima Moneke.
Attacco

È un energy guy senza un ruolo nel senso classico del termine, è un’ala ma non è specializzato né per il 3 né il 4. Non è un giocatore su cui costruire un attacco ma sa rendere e impattare il gioco in maniera differente rispetto a quelli che possono essere giocatori molto più tecnici. È un grandissimo agonista, un baller assoluto che lotta alla morte su ogni pallone come se si trattasse sempre dell’ultimo possesso. È un giocatore più emozionale che tecnico, che riesce sempre a creare buone cose dal niente, sa sporcare palloni, catturare rimbalzi offensivi e convertirli, sa leggere un blocco, tagliare al momento giusto.
Lo scorso anno con gli Stockton Kings il 25.7% dei suoi possessi sono stati in transizione e in queste situazioni ha realizzato con un ottimo 1.183 PPP (fonte Synergy). Giocatore che si esalta quando può correre e il Baskonia, squadra che ama giocare ad alti ritmi, sembra essere il posto ideale per lui.
Il tiro non è certo il suo punto forte, può colpire dalla media o lunga distanza ma è sempre stato piuttosto ondivago. In G League ha tirato con un pessimo 34.1 FG% in situazioni di spot up. Quando vede degli spazi preferisce avvicinarsi a canestro piuttosto che colpire dall’arco o dal midrange.





