La bellezza e il fascino della pallacanestro di EuroLeague è che l’intreccio di storie e trame è capace di svilupparsi anche prima e dopo i confronti sul parquet. Anzi, prima e dopo il confronto ma ancora sul parquet stesso. E così anche un Fenerbahce-Panathinaikos che non ha fornito grandi emozioni durante i 40′, complice una squadra di Ataman ancora col cartello “Work in Progress” ben esibito davanti agli occhi, è stato comunque fonte di dibattito e polemiche. I protagonisti principali, loro malgrado, sono stati Kostas Sloukas e Scottie Wilbekin.
Gli highlights che più rimarranno impressi della sfida della Ülker Sports Arena sono quelli ripresi dopo la sirena finale: come testimoniato dalle immagini e dalle parole riportate da EuroHoops, il motivo del contendere è stato l’urlo finale dei giocatori del Pana, guidati dall’ex Sloukas. La guardia dei Greens, lasciato il parquet con un gesto inequivocabilmente polemico nei confronti della tifoseria che aveva portato in cima all’EuroLeague nel 2017, è stato subissato dai fischi del palazzetto per via di un alterco avuto con Scottie Wilbekin quando l’83-69 era già inscritto negli annali di EuroLeague. Così ha commentato la guardia turca la cronologia dei fatti:
Stavano cercando di creare il cerchio per fare il loro urlo al centro del campo, proprio sopra il nostro logo. Così non si fa, secondo me.
[…]
Penso e credo sempre che la nostra squadra debba ritrovarsi al centro del pqrquet nelle gare di casa. Continueremo a farlo dopo ogni partita. Dobbiamo metterci lì, unire le nostre mani e fare il nostro huddle. Gli altri potranno andare in qualsiasi altro punto del campo.
Un epilogo francamente poco edificante, che non aggiunge né toglie nulla al rispetto delle tradizioni e della simbologia che si cerca di veicolare anche tramite lo sport. Per fortuna le questioni e i problemi per Pana e Fener sono altri, e ben più importanti.





