HomeEuroLeagueGabriele Procida: "La Virtus mi voleva, a Berlino credono in me"

Gabriele Procida: “La Virtus mi voleva, a Berlino credono in me”

La giornata di EuroLeague è iniziata nel migliore dei modi ieri per le italiane, con la vittoria dell’Olimpia Milano sull’Olympiacos grazie ad un Kevin Pangos mai così decisivo. Ora toccherà alla Virtus Bologna cercare di vincere sull’Alba Berlino al PalaDozza per un 2 su 2 tricolore, che sarebbe il modo migliore di inaugurare il primo doppio turno della stagione. A proposito di tricolore, l’intreccio a Bologna questa sera sarà molto interessante anche per via della presenza di Matteo Spagnolo e Gabriele Procida, i due gioielli del basket italiano. Prima della gara tra Virtus e Alba, Procida in particolare ha rilasciato un’intervista al Corriere di Bologna, parlando del suo passato e presente.

L’intervista di Procida parte dal suo attuale presente, l’Alba Berlino, la squadra che dalla scorsa stagione gli ha dato l’opportunità di testarsi al livello Eurolega. Un ambiente, quello tedesco, in cui si lavora molto bene a detta di molti. La controprova ne sono i tanti talenti sbocciati in Germania, primo fra tutti Simone Fontecchio. Qual è la chiave di questo player development?

Qui sento la fiducia dell’allenatore e del club: credono in me.

Due anni fa, appunto, fu l’Alba a dare una chance a Procida dopo un’annata non del tutto positiva in maglia Fortitudo. L’esperienza bolognese non ha cambiato molto a guardia classe 2001, che sente soprattutto di non avere avuto abbastanza spazio e opportunità.

In quei pochi mesi non sono cambiato molto, avevo già qualcosa dentro e serviva qualcuno che mi aiutasse a metterlo in pratica sul campo con spazio e opportunità.

Spazio e opportunità che, invece, l’esperienza estera gli ha concesso. Inutile girarci troppo attorno: i ragazzi italiani trovano migliori occasioni ed esperienze fuori dall’Italia. Un controsenso, certamente, che tuttavia è stato continuamente dimostrato negli anni. Lo stesso Procida lo dimostra.

Per ora non si può dire il contrario, quello che succede è sotto gli occhi di tutti. Tutto sta nel credere nei ragazzi e dare loro l’opportunità di crescere tollerando qualche errore ma lavorando per migliorare durante la settimana.

L’esperienza tedesca potrebbe aiutare molto Procida nel diventare un giocatore di livello europeo, ma chissà che il giovane talento italiano non riesca a costruirsi spazio nell’NBA in futuro. Scelto dai Pistons nel Draft 2022, l’ex gioiellino di Cantù non esclude questa possibilità. Con il duro lavoro e la giusta fiducia nei propri mezzi, e da parte degli altri, anche la lega delle stelle americana può essere raggiungibile. Niente illusioni, tuttavia: Procida sa che sarà necessaria tanta gavetta, oltre al sudore.

C’è ancora tanto lavoro da fare. Giocare nella Nba sembra lontanissimo, ma potrebbe sempre succedere di andare lì per lavorare un anno senza trovare spazio per migliorare e ambientarmi. Poi, negli anni successivi, se me lo meriterò perché sarò cresciuto a livello tecnico e fisico, magari ci potrò giocare. Ma devo mettere in preventivo che non succederà dall’oggi al domani, serve tanto lavoro.

In chiusura alla propria intervista, Procida regala anche un retroscena su un suo mancato approdo alla Virtus Bologna in passato. Un matrimonio mai avveratosi per varie circostanze del caso e per scelte dello stesso Gabriele, che sembra un ragazzo molto chiaro e deciso in ciò che vuole.

Ero andato a giocare con la Virtus il torneo giovanile dell’Eurolega e avrebbero voluto aggregarmi alla prima squadra. Poi tutto è saltato per un cambio di dirigenza. L’interesse è tornato l’anno dopo, ma ho preferito restare a Cantù per avere minuti. Rimpianto? Mi è capitato, ma credo di aver fatto la scelta giusta. Allenarmi con campioni come Teodosic e Belinelli mi sarebbe servito tantissimo, ma non avrei mai visto il campo.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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