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Home EuroLeague

Olimpia Milano-Olympiacos – Il Pangos che vorrei

Stefano by Stefano
18 Ott 2023
in EuroLeague, GamePlan, Olimpia Milano
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Olimpia Milano

Credits Savino Paolella

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L’Olimpia Milano bagna il suo esordio casalingo in EuroLeague con una vittoria ai danni dell’Olympiacos per 65-53. Un successo messiniano in tutto e per tutto, partendo dalla difesa e passando dal controllo del ritmo e la ricerca del post-up. La notizia migliore per gli uomini in rosso è la prova di Pangos, autore di una prestazione da 16 punti e 19 di valutazione.

La prova dell’orco

Il primo tempo dell’Olympiacos ha un nome e un cognome: Nikola Milutinov. I greci si presentano al Forum con il solo Walkup come handler in grado di crearsi un tiro dal palleggio e Canaan come funambolo in grado di portare impatto offensivo senza particolari assistenze, mentre il resto del roster è formato da giocatori che devono essere messi in moto per performare. Esiste un’unica eccezione ed è il centro serbo.

Bartzokas decide di sfruttare il suo post-up per generare punti sicuri nei primi minuti di partita e l’Olympiacos entra nei giochi con l’intento di isolare lui contro i lunghi milanesi e sfruttare il vantaggio fisico.

Messina opta comunque per una difesa di 1 vs 1 senza raddoppi o rotazioni particolari. Scelta di lasciar comunque sfogare l’avversario e di rompere sul nascere i tagli dal lato debole e di non lasciare liberi i tiratori. Il serbo ne approfitta per mettere a referto 15 punti che nel primo tempo permette ai suoi di rimanere in scia.

Situazioni di post-up che generano all’Olympiacos 1.273 PPP in tutta la partita. In assenza di creatore primario dal palleggio, la pressione nei pressi del ferro data dalla ricezioni spalle a canestro e rimbalzi offensivi ha messo una pezza alla situazione degli ospiti a livello offensivo.

Big, read and reaction

Delle simpatie di Messina per i quintetti big abbiamo già parlato, così  come abbiamo già descritto il rendimento dei tre lunghi insieme altalenante. Ebbene, questa volta dobbiamo prendere atto che questa situazione ha pagato grossi dividendi contro una squadra come l’Olympiacos.

Bartzokas sceglie di difendere cambiando sempre dall’1 al 4. Solo Milutinov e Fall hanno la licenza di rimanere in drop e di non dover switchare. Scelta per essere aggressivi ma che inevitabilmente espone i giocatori del Pireo a dei mismatch fisici che sono be sfruttati dall’attacco di Milano.

Milano gioca possessi con trame di flex offense per approfittare della scelta difensiva di cambiare sempre, costringendo un esterno di taglia più piccola (es. Walkup) in accoppiamento con Melli. Entry pass per Voigtmann per sfruttare le sue doti di passatore e  innescare Mirotic. Milano, da questa situazione, ha generato un alto quantitativo di punti: Big, read and reaction.

Rimbalzo offensivo

Soprattutto nel primo quarto, l’Olympiacos ha messo in grossa difficoltà Milano con la sua pressione al ferro. Una delle regole auree quando si ha poca creazione dal palleggio è quella di martellare a rimbalzo per generare possessi extra e approfittare degli accoppiamenti in emergenza della difesa sulle riaperture. Tutte cose che con Milutinov sono fatte ad alto livello.

Nel primo quarto gli ospiti catturano 5 carambole sotto i tabelloni, riuscendo a generare 1 PPP da questa situazione. Numeri che vengono ridimensionati nel corso della partita con la difesa di Milano che non ha più concesso punti in questa situazione. Una delle sue vittorie difensive è quella di non aver più concesso accoppiamenti favorevoli dalle situazioni di rimbalzo offensivo.

Iso Shields

Un’altra delle chiavi dell’avvio di Milano è stata l’impatto di Shields nei primi minuti della sfida. Il quintetto big di Milano, oltre ad avere le tre torri, permette di avere in guardia un giocatore che sicuramente andrà ad accoppiarsi a uno tra Canaan e Walkup. Oltre che poter sempre sfruttare a proprio favore il fatto che l’Olympiacosa dall’1-4 cambia in maniera sistematica, andando a “scegliere” l’accoppiamento ritenuto migliore.

Quando l’accoppiamento è stato con Walkup allora la scelta del danese è stata quella di attaccarlo dal post, mentre in altri ambiti è stato cercata la marcatura di Peters per l’1vs1 favorevole. L’ex Trento, da questa situazione, ha realizzato quasi tutti i primi punti della sua partita.

Efficacia di Shields che è poi scesa nel corso della partita causa cambio assetto di Bartzokas: l’espulsione di Canaan ha costretto il coach greco a dover ridisegnare l’assetto della squadre e a inserire Brazdeikis nel quintetto. Scelta forzata ma che ha poi giovato vista la tenuto difensiva dell’ex giocatore dello Zalgiris in single coverage su l’esterno di Milano.

Il Pangos che vorrei

Inevitabile passare dalla partita del canadese per analizzare il successo di Milano. Fermandosi anche solo alle cifre leggiamo 16 punti e un 19 di valutazione. Oltretutto numeri “limitati” da un primo tempo difficile dove ha comunque preso scelte corrette di tiro ma senza grossa fortuna.

Il video mostra come il giocatore canadese abbia prodotto dal P&R, in situazioni di spot-up e in situazioni di isolamento. Ha punito la difesa in diversi modi costringendo l’Olympiacos a dilatare tempi e spazi della sua difesa sul P&R. Banale è scontato, ma se la tua PG è pericolosa offensivamente cambiano totalmente gli orizzonti a livello offensivo.

E la sua pericolosità genera indirettamente ritmo dalle linee di passaggio che ci creano e che permettono ricezioni dinamiche ad attaccanti come Shields e Mirotic. Effetto domino che giova a tutto il sistema offensivo di Milano. L’Olimpia ha generato un alto quantitativo di tiri aperti anche per l’ottimo lavoro di Pangos.

Spot-up Olympiacos

Tutti gli allenatori che devono preparare una partita con la squadra del Pireo hanno al centro del proprio piano tattico l’idea di togliere il ribaltamento di lato. L’Olympiacos è la squadra che con molta probabilità muove meglio il pallone in ambito Eurolega, ed è quella che tenda a usare meglio il lato debole, a cominciare appunto dai cambi di lato frequenti che indeboliscono la difesa.

La difesa di Milano è stata molto brava a togliere questo aspetto, a tal punto che i punti legati a questo aspetto sono arrivati da situazioni di transizione dopo palla persa, dove ovviamente gli accoppiamenti sono in emergenza e la difesa deve recuperare. Nonostante l’ottimo lavoro dello staff di Messina in questo ambito, l’Olympiacos ha prodotto 1.190 PPP nelle situazioni di spot-up. Segnale che anche in una serata non certo brillante, la loro qualità di pallacanestro è comunque rimasta costante, non snaturandosi mai. Uno dei migliori segnali per un allenatore.

Il pick and roll Olympiacos

Se le situazioni di spot-up hanno regalato molte gioie all’Olympiacos, la stessa cosa non si può dire delle situazioni di pick and roll. Ospiti arrivati al forum con una rotazione molto corta alla voce handler visto l’infortunio di Williams-Goss, aggravata ulteriormente dall’espulsione di Canaan per doppio tecnico.

Walkup unico creatore di gioco rimasto che è stato costretto a 30′ di utilizzo, dovendo poi anche a tempo perso marcare uno tra Shields e Pangos. Creatore di gioco, difensore sul punto d’attacco e nel finale esterno che si deve prendere responsabilità. Difficilmente sostenibile negli arrivi in volata. Ovviamente lo staff di Milano non poteva che lucrare su questa scelta e ha optato per una difesa che lo ha lavorato ai fianchi per 40 minuti. Spesso accoppiato a un brutto cliente come Shields, difesa di contenimento sui pick and roll passando sopra il blocco e spingendolo dentro per mandarlo sull’aiuto del difensore del bloccante in posizione di drop.

Su i suoi pick and roll si è scelto di aiutare dal lato debole in maniera conservativa proprio per non innescare quel giro palla che fa malissimo agli avversari. “Isoliamo” Walkup è stato il motto della panchina milanese per quaranta minuti. Che ne faccia 20 ma che non metta in ritmo i compagni. Scelta che ha pagato.

La transizione

L’aspetto realmente negativo della serata di Milano è stato l’uso della transizione. L’Olimpia ha generato molti possessi extra grazie alla sua difesa ma la gestione dei contropiedi e delle situazioni di vantaggio non è stata ottimale.

Letture approssimative e qualche incertezza di troppo hanno impedito all’Olimpia di mettere quei punti extra che probabilmente le avrebbero permesso di arrivare alla fine con più margine e a non dover vincere necessariamente la sfida nell’ultimo quarto. La gestione delle energie in un doppio turno può essere determinante.

Niente di irreparabile e niente che non si possa sistemare con accorgimenti da parte dello staff tecnico, ma nella sfida con l’Olympiacos ha prodotto solamente 0.857 PPP. Numeri troppo bassi se si considera che spesso questi tiri sono stati presi in situazioni di vantaggio numerico.

Tags: EuroLeagueGamePlanOlimpia MilanoOlympiacos
Stefano

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