Udine ha la partita in mano al PalaDesio contro Cantù (70-75 al momento di entrare nell’ultimo giro di lancetta), se la fa sfuggire quasi all’ultimo secondo del tempo regolamentare, poi la riconquista all’overtime grazie alle triple di Mobio (8 a referto) e di Valentine (17, grazie a un 5/12 dalla lunga), all’ultima penetrazione di Calzavara (bravissimo a sfruttare lo spazio lasciato dalla difesa brianzola, concentrata su altri suoi compagni, per segnare il canestro decisivo dell’84-85) e anche… all’ultimo tiro lasciato sul ferro e sulla sirena da Christon (14 punti, con 5/11 dal campo, e 7 assist).
Arriva così il secondo successo per l’APU in campionato e, dopo quella su Scafati, anche nel mini-torneo che vede protagoniste le uniche sei squadre del torneo non impegnate in Europa (dettaglio, lo ammettiamo, suggeritoci dallo stesso coach Vertemati in un’intervista incidentalmente ascoltata in notturna a Radio Sportiva).
Per rompere l’incantesimo (8 sconfitte consecutive tra pre-season e inizio della stagione regolare) a Cantù non basta invece la magia di Moraschini, già decisivo per essere stato l’unico a riuscire a fermare uno scatenato Battle (vedi alla voce Mvp): dopo due triple sbagliate in una manciata di secondi, con la seconda che ruota all’interno del ferro prima di venirne beffardamente sputata fuori, il capitano biancoblu azzecca la terza con un incredibile tiro dall’angolo che vale il 77-77 e il supplementare.
Non è insomma vero che “non esiste il due senza il tre”, ma è purtroppo vero per l’Acqua San Bernardo che esistono tanti problemi sul tavolo. A partire dalla mancanza di un play: perché Christon è un valido giocatore, ma è anche l’ennesima combo-guard in una squadra che denuncia la necessità di avere qualcuno che metta ordine e calma nei momenti decisivi. E in questo senso non è un caso che nel finale dell’overtime, sopra per 84-83 e con palla in mano, Cantù commetta una letale infrazione di 24” perché l’incolpevole Moraschini (tra i migliori dei suoi anche e soprattutto per l’impegno difensivo, oltre che per i 17 punti a referto) si ritrova bloccato sulla linea laterale dal pressing di Udine.
Le pagelle
Acqua San Bernardo Cantù: 5. Non è un voto punitivo, ma la media tra l’ampia sufficienza per il carattere che la porta a non mollare mai e la cattiva organizzazione mostrata per tanti minuti in attacco, unita a disattenzioni difensive che specie nella prima parte lasciano canestri facili dal perimetro a Battle e Valentine, ma anche nel colorato a McGlynn (doppia doppia con 10 punti + 10 rimbalzi, di cui 4 offensivi).
Mvp: con 20 punti (4/7 da due, 2/4 da tre) Flagg è il top-scorer di Cantù. Un ruolo che dovrà mantenere anche in futuro.
Da rivedere: nella prima parte Gravett ha subito 8 minuti, ma la smania di farsi notare li trasforma in uno show al contrario (zero punti, con 0/1 da due e 0/3 nelle triple) prima di finire relegato in panchina. Brown ne gioca invece 17, con 5 punti e 5 rimbalzi ma praticamente senza farsi notare quando conta. Considerato che stiamo parlando dell’asse play-centro, non è un problema da sottovalutare… e la dirigenza canturina (budget permettendo) lo sta forse già prendendo in considerazione come raccontano le voci di corridoio.
APU Old Wild West Udine: 6.5. Non merita la sufficienza con lode per il modo in cui ha rischiato di perdere una partita praticamente già vinta, anche se poi è stata brava a non perdere la testa e rimanere in gioco nel punto a punto dell’overtime. La squadra insomma c’è, anche sotto i tabelloni (42-40 il bilancio a rimbalzo, 18-10 la supremazia in quelli offensivi), e dimostra di essere ben bilanciata tra perimetro e colorato, con la regia di Sisko (8 punti, 7 assist e altrettanti rimbalzi) che si fa apprezzare come già contro Scafati. E con la mano di coach Vertemati già ben visibile e sicuramente pronta a migliorare quello che non funziona (16 palle perse, esattamente come Cantù).
Mvp: non segna più dopo il terzo quarto, ma nei tre precedenti Battle ne mette 24 in 26’. E viaggia a 21 di media in questo inizio di stagione.
Da rivedere: 4 punti (peraltro regalati dalla difesa canturina) e 5 rimbalzi per Spencer in 24’. Può e deve dare di più nei minuti in cui è chiamato ad alternarsi al solido McGlynn.
Qui il tabellino completo di Cantù – Udine 84-85 all’overtime.






