L’Olimpia Milano esce sconfitta dalla sfida con il Real Madrid, nonostante abbia giocato una partita solidissima per almeno 27′, ma arrendendosi alla maggiore profondità e qualità degli uomini di Mateo. Ancora una volta Campazzo è il leader di offensivo di una squadra dalle svariate soluzioni offensive, ben spalleggiato dai 19 punti di Llull e i 13 di Hezonja.
Le buone prove di Mirotic e Shields (rispettivamente 13 e 16 punti) non bastano per tenere l’Olimpia in partita fino alla fine. Il Real si impone con un netto 88-71 che non lascia troppi dubbi sulla reale forza dei blancos.
La difesa di Milano
In avvio di partita Messina decida di spendere il suo migliore difensore sugli esterni su Campazzo. Shields messo in marcatura sull’argentino per provare a oscurare la visione del play del Real, Pangos messo su Musa a costo di concedere il mismatch fisico.
La scelta difensiva è quella di difendere di contenimento su Campazzo, mantenendo il lungo in posizione di drop e passando sopra il blocco e alle spalle del giocatore argentino, per mandarlo verso l’aiuto, contemporaneamente intasando l’area con gli uomini che difendono i tiratori in angolo. Scelta fatta per provare a togliere le linee di passaggio.
La scelta è molto interessante ma non paga i dividendi sperati a causa dell’attuale momento di forma del play del Real che sforna assist con una facilità disarmante, tanto che il Real chiude con 1.6 PPP sul P&R il primo quarto.
Chi di mismatch ferisce di mismatch perisce
Milano in avvio propone una buonissima difesa che sporca tanti palloni al Real e che le permette di issarsi fino al +9. La sensazione rimane però quella che i padroni di casa possano ricucire lo strappo da un momento all’altro con discreta facilità, e che ogni minima distrazione o punto debole possa essere sfruttato.
Ed è proprio questa capacità che permette ai blancos di rimanere in scia nonostante un primo tempo non eccelso. La squadra di casa ha sempre un mismatch sugli esterni, a partire da Musa, per finire con Hezonja con il primo giro dei cambi. Milano inizialmente ha in quintetto Pangos, successivamente mette dentro Tonut, Flaccadori e Hall. Tre esterni undersized che diventano terreno di conquista sui blocchi lontano dalla palla per generare vantaggi.
Quando non sono gli esterni è il turno di Mirotic. Il montenegrino è il bersaglio designato per i blocchi lontano dalla palla che permettono alla squadra di casa di trovare quasi sempre punti con estrema facilità. Per una volta è Milano a dover subire il trattamento che lei spesso somministra agli avversari.
Come ti attacco il drop
La conformazione tipica del Real Madrid porta lo staff tecnico a dover optare per difese di drop per sfruttare la meglio le doti di rim protector di Tavares. Le sue dimensioni permettono di difendere di contenimento, ma di rimanere comunque attivo sulle linee di passaggio grazie alla sua apertura alare e la sua capacità di occupare spazio.
Milano, fin dai primi minuti, decide di esplorare quello spazio che inevitabilmente si genera tra il pick e il difensore del bloccante. Provare a stanare Tavares e costringerlo ai muovere i piedi più del dovuto. Inoltre, in alcuni frangenti opta per quello che è definito “Spain pick and roll” o “gioco Bamberg”. Bloccare il bloccante per limitare la mobilità del centro capoverdiano e generare maggiore spazio per gli attaccanti di Milano.
Il P&R di Milano nel primo tempo genera tanti tiri aperti, non sempre supportato dalle ottime percentuali dal campo. Il primo quarto dice 1,182 punti per possesso generati da situazioni di P&R nel primo quarto, soprattutto quando la palla è transitata dalle mani di Shields e Pangos.
I due esterni hanno spesso letto e generati tiri buoni. Uno dei motivi per cui l’Olimpia Milano offre un’ottima prestazione nella prima parte della partita.
Effetto Llull
Inevitabile parlare della capacità di Llull nel punire tutte le piccole sbavature che la difesa di Milano ha commesso nel primo tempo. Nonostante la squadra di Messina abbia prodotto un ottimo sforzo nei primi venti minuti, ha inevitabilmente commesso certi errori e in tutti questi Llull ha sempre fatto vedere perché ancora oggi è uno dei giocatori più determinanti dell’Eurolega.
19 punti alla fine, molti dei quali nel primo tempo a tenere li i suoi in un primo tempo molto sonnacchioso. Semplice e banale ma giocate che fa da sempre.
Tutte distrazioni letali che alla fine hanno determinato l’esito finale della partita e hanno impedito a Milano di dilatare il vantaggio nel suo momento migliore.
Redivivo Hall
9 punti, presenza in campo nel secondo quarto nel momento migliore dell’Olimpia e ottima pressione sulla palla. Hall ha dato lampi del giocatore che fu nella sua prima stagione a Milano. La presenza di Pangos e quindi l’essere inevitabilmente sgravato dal compito di essere il trattatore di palla primario hanno probabilmente dato un nuovo slancio al giocatore.
Essendo un giocatore che vive molto sul movimento generato da altri, la contemporanea presenza di un handler vero al suo fianco ha permesso di ritrovare molte delle sue soluzioni dinamiche. Nel secondo quarto è riuscito a dare un ottimo apporto alla squadra e a contribuire fortemente al buon primo tempo dei suoi compagni di squadra.
La speranza per Messina e lo staff dell’Olimpia Milano è che i segnali positivi di Pangos, uniti al rientro di Lo, possano spingere ulteriormente Hall verso la via del recupero definitivo. Che il rientro degli infortunati possa ridare slancio alla sua utilità tattica.
Point Break – P&R
Il vero punto di svolta della partita è il terzo quarto. Dopo un primo tempo finito in parità, il Real piazza un terzo quarto da 25-19 che gira la partita e la mette su i propri binari, grazie al miglioramento della qualità del suo P&R.
Lo staff tecnico dei padroni di casa individua in Voigtmann l’anello debole difensivo dell’Olimpia Milano da stanare sulle situazioni di giochi a due: si alza il livello del blocco, si tira dentro l’ex-CSKA per colpire la sua ridotta mobilità laterale e si alzano lob per le torri. Il rientro di Tavares ha dato inevitabilmente un’altra dimensione al P&R del Real e l’abilità degli esterni ha fatto il resto.
Campazzo, Musa, Llull e Rodriguez hanno approfittato dell’inevitabile calo difensivo dell’Olimpia Milano sulla palla per generare una serie di possessi in fotocopia che spaccano la partita e che la consegnano definitivamente al Real.
Una volta creato il solco tra il terzo e il quarto quarto, il Real è tornato a giocare le situazioni di post-up e blocchi lontano dalla palla come nel primo tempo per mantenere il vantaggio fino alla fine, me le soluzioni generate dai P&R hanno creato il solco decisivo. Segno evidente dell’incredibile arsenale offensivo a disposizione del Real Madrid.
