Brescia-Milano non è stata una partita spumeggiante o spettacolare ma è stata certamente interessante dal punto di vista tattico. Andiamo a scoprire con GamePlan come la Germani è riuscita a battere l’Olimpia.
Olimpia Milano: infermeria piena, si fa di necessità virtù
A Milano mancavano Mirotic, Shields, Lo, Baron, Ricci e Flaccadori era a referto ma non disponibile, insomma un lazzaretto. Il ritorno di Napier però ha colmato una grossa lacuna che c’era in questo inizio di stagione e finalmente l’Olimpia ha un handler in grado di creare dal P&R e di generare vantaggi. La scelta di Milano è stata quella di attaccare appunto dal P&R con Napier e Hall e di punire la drop di Bilan. Il quintettone è stato quasi una scelta obbligata dettata dagli infortuni ma a differenza di altre occasioni, per buona parte della gara ha funzionato. Il motivo è presto detto: Melli ha piedi sufficientemente veloci per giocare da tre sia in attacco che in difesa e le spaziature sono state molto buone perché sia lui che Voigtmann sono in grado di aprire il campo grazie al loro tiro.
Brescia-Milano: un inizio complicato
L’idea della Germani in difesa era quella di riempire l’area e scommettere sulle percentuali degli avversari, scommessa vinta solo in parte perché Melli ha messo triple importanti a inizio partita. In attacco Brescia non aveva mismatch favorevoli tranne che tra le guardie e Christon è stato molto bravo a tirare in testa a Napier e ad attaccare ogni volta che ne aveva la possibilità.
Il problema è che la Germani nel primo tempo non è quasi mai riuscita a correre e si è adeguata ai ritmi lenti, più congeniali a Milano. Nonostante questo Magro è stato bravo a trovare buone soluzioni in corsa con dei quintetti fisici e difensivi che avevano una caratteristica in comune: la presenza di Jason Burnell che non ha incantato in attacco ma ha fatto vedere ottime cose nella propria metà campo. Nonostante tutto Brescia chiude avanti di un punto all’intervallo ma il vero “affare” sembra essere il terzo fallo di Melli.

Il calo di Napier e le scorie dell’Eurolega si fanno sentire
Detto delle rotazioni limitate e dei quintetti “obbligati” nel secondo tempo c’è stato un prevedibile calo di Milano, dovuto anche alle fatiche post-Baskonia. Napier nel terzo quarto è un po’ sparito e non è più riuscito a creare vantaggi grazie anche alla difesa più aggressiva di Brescia ed anche difensivamente ha concesso molto nel P&R. Le percentuali dal campo che nel primo tempo erano state buone, alla ripresa sono decisamente calate, le uniche triple entrate sono frutto del 3/7 di Nick Melli, le percentuali dall’arco di squadra sono state davvero negative: 3/25 (12% 3PTs).
Il talento delle guardie di Brescia e una fisicità ritrovata
Uno dei pregi di Brescia è avere due guardie di gran talento che possono alternarsi e in certe situazioni giocare contemporaneamente: Della Valle e Massinburg vengono giostrati da coach Magro a seconda del momento della partita e delle necessità della squadra. ADV è un handler talentoso in grado di creare dal P&R, CJ invece è molto efficace e creativo in attacco ed in grado di difendere in maniera competente ed efficace. I due ma un po’ tutte le guardie di Brescia hanno attaccato ripetutamente i vari Napier, Tonut e Bortolani che nella propria hanno concesso moltissimo. In difesa poi la Germani è stata più aggressiva, costringendo Milano a qualche palla persa di troppo e nonostante il “risveglio” di Napier nel finale ha meritatamente vinto Brescia-Milano grazie ad una prestazione paziente e cinica.





