Il CEO della Virtus Bologna Luca Baraldi ha parlato a lungo con Radio Sportiva della stagione in corso, in cui i bianconeri occupano il terzo posto in campionato e in EuroLeague. Nelle sue dichiarazioni, non sono mancate parole di stima per l’Olimpia Milano, volte a stemperare le tensioni, specie dopo l’ultima gara di campionato.
Baraldi sugli obiettivi europei della Virtus
L’obiettivo della Virtus è quello di migliorare la posizione in classifica dello scorso anno che era la quattordicesima. Al momento abbiamo eguagliato lo stesso numero di vittorie della passata stagione, mancano ancora 13 gare, una vittoria dovremmo trovarla da qui alla fine. Questo era l’obiettivo che avevamo dato anche all’area tecnica, poi giustamente l’azionista, desiderando il massimo dai propri investimenti, ha chiesto l’ingresso nei playoff, questo è l’obiettivo della stagione. Al momento siamo in una buona situazione, mancano tante partite e i nostri competitor sono società con roster di primissimo livello e con investimenti ben superiori ai nostri. Siamo alla seconda partecipazione in Euroleague, dopo due decenni di assenza. Se analizziamo le performance delle squadre alle prime partecipazioni continentali sono tutte di medio-bassa classifica, da questo punto di vista siamo soddisfatti.
Sul cammino delle italiane in EuroLeague
Milano va rispettata tantissimo, ha un roster e una struttura tecnica da Final Four. Credo che dopo una partenza un po’ zoppicante vedremo una squadra più performante nelle restanti gare, penso che possano accedere tranquillamente ai playoff ed accedere alla vittoria finale.
Sul gruppo italiano
I nostri italiani non sono giocatori con esperienza banali, abbiamo Belinelli che ha trascorso 13 anni in NBA, quando la vita media di un giocatore oltreoceano è di 4 anni e mezzo, e quindi chi si è permesso di criticarlo nella passata stagione forse ha sbagliato e lui oggi lo sta dimostrando. Non voglio dimenticare Hackett, per me è un giocatore straordinario come Marco, con grandissima esperienza ed un palmares quasi unico per un giocatore italiano in Europa e ci sta dando un contributo fondamentale. Pajola, uno dei pilastri della Nazionale, e Polonara.
Su Polonara
La storia di Achille, dopo un primo momento di sconforto, ha dato la concreta consapevolezza che nella vita si possono superare problemi molto più difficili ed importanti di una semplice partita di basket. Questa forza la sta portando dentro di sé e dentro lo spogliatoio. Anche il rapporto con i compagni ad oggi lo considero un valore aggiunto per tutta la squadra.
Sulla crescita del basket italiano
Sono convinto che il duello con Milano faccia bene a tutto il sistema e oggi, oltre a Venezia che ci è sempre stata, possiamo vedere nuovi competitor come Brescia, squadra di grande rispetto, come Tortona, che sta facendo grandissimi investimenti e che credo possa rientrare tra le big in tempi rapidi. Anche Reggio Emilia ha investito tantissimo ed è amministrata da manager di grandissima esperienza internazionale. Il basket italiano può contare almeno 6-7 squadre di grande livello, questa situazione non era presente 4 anni fa, in cui esisteva solo il duopolio Virtus-Milano.





