La quantità di elettricità e tensione che alimenta l’ambiente Virtus Bologna è riconosciuta da sempre come uno dei motori più esaltanti ed eccitanti della pallacanestro, non solo italiana ed europea. Quando questa rimane appena sotto o nei dintorni della soglia tollerata è capace di sostenere i risultati del campo, aumentandone addirittura la proposta in termini di gioco e percezione dello stesso. Quando questa non viene canalizzata nella maniera corretta, d’altro canto, può generare un cortocircuito che magari, pur non provenendo dal parquet, può avere ripercussioni anche e soprattutto su questo. Due le componenti principali: la salute dei componenti del roster e le dichiarazioni di Luca Baraldi, capaci di spostare le attenzioni da pregi e difetti di attacco e difesa verso altre lenti d’ingrandimento.
Capitolo infortuni: dopo l’imprevisto e difficilmente preventivabile stop di Achille Polonara, la rotazione del reparto lunghi è da inizio anno uno dei fattori chiave per l’andamento delle gare virtussine. Un minutaggio “eccessivo” di veterani come Shengelia e Dunston potrebbe presentare il conto più avanti nella stagione, ma col rientro di Achi e l’inserimento sempre più costante e consistente di Cacok nelle rotazioni del doppio impegno la situazione è sicuramente più gestibile. Questo almeno fino alla gara col Maccabi Tel Aviv: l’infortunio alla coscia occorso a Jordan Mickey contro gli israeliani, inizialmente classificato come “botta”, potrebbe togliere l’ex Khimki dalla disponibilità di Banchi e del suo staff per circa un mese, stando alle ultime notizie. Sulla capacità di adattamento e flessibilità delle Vu Nere in questo inizio di 2023/24 si è già detto molto, tanto che la dirigenza stessa non ha garantito un ritorno a tutti i costi sul mercato.
Il board della Virtus Bologna lo ha fatto tramite la voce di Luca Baraldi, CEO bianconero, in un’intervista rilasciata a Il Resto del Carlino e Corriere dello Sport. Relativamente alla situazione di Mickey, questo il passaggio chiave:
Gli infortuni non sono così preoccupanti, non capisco perché quando nelle famiglie le cose vanno si debbano fare addizioni. Mi auguro che, senza infortuni pesanti, la rosa possa restare questa. È chiaro che siamo sempre vigili sul mercato, al momento però non vedo cambiamenti o sostituzioni in vista.
Oltre al punto sull’infermeria, però, il CEO ha concesso altre dichiarazioni, in merito alla recente sfida del Forum, persa in volata con l’Olimpia Milano. Ecco altri estratti, che lascerebbero il tempo che trovano se non provenissero da un membro così influente per l’immagine del marchio Virtus e della squadra di Bologna.
Dopo le partite con Milano credo che non valga più la pena parlare di arbitri. Come sempre lascio alla gente giudicare. Eravamo in tante migliaia e ognuno avrà il suo giudizio. Io ho il mio, ma credo sia inutile renderlo pubblico.
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Noi dobbiamo restare umili – conclude Baraldi – perché abbiamo fatto bene fino a qui, ma non abbiamo ancora vinto nulla. Con determinazione dobbiamo andare avanti per la nostra strada sapendo che per quello che abbiamo fatto vedere questo gruppo non può più essere definito operaio.
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È mancato poco sul piano del risultato, dal punto di vista della prestazione però devo solo ringraziare Banchi e i giocatori per quanto hanno fatto al Forum. Peccato, all’ultimo avremmo potuto portare a casa una vittoria e non avremmo rubato nulla. Il cammino è lungo, di questi due punti ci ricorderemo e speriamo di andare a prenderli quando forse servirà ancora di più. Al di là della sconfitta è stata una settimana da incorniciare.
In chiusura è necessario specificare che i “tecnici appioppati a Banchi e Belinelli che domenica almeno aritmeticamente sono costati la partita non sono stati così lineari” non sono parole di Baraldi ma del giornalista, così come la deduzione non ancora supportata da comunicati ufficiali che “il club farà sentire quelle che ritiene essere le sue ragioni ai vertici arbitrali, mettendo anche in risalto il fatto che in Eurolega non ci sono mai stati episodi da chiarire al di là di quello che è stato poi il risultato finale”. Sono frasi scritte da Massimo Selleri, magari anche fatte intuire o percepire da un atteggiamento e un’inclinazione societaria. Ma, come la “preterizione” che si cita come strategia comunicativa della Virtus, sarebbe ancora più utile da parte della stampa non interpretare né alludere ma rimanere esclusivamente a parole e fatti.





