HomeEuroLeagueTrinchieri: "I trofei prendono polvere, i rapporti rimangono"

Trinchieri: “I trofei prendono polvere, i rapporti rimangono”

Nell’ultima puntata di Backdoor Call con Marco De Benedetto abbiamo parlato delle emozioni che ha vissuto Andrea Trinchieri ritornando a Belgrado da avversario, provando a interpretarle e contestualizzarle. Marco ci ha dato la sua visione:

Le parole di Trinchieri dopo la bellissima accoglienza dei tifosi del Partizan sono state davvero sentite, perché ha detto che queste sono le cose che ti rimangono dentro, sono quelle veramente importanti nel fare la professione dell’allenatore. Ha usato anche una bella una metafora: “I trofei sono lì a prendere polvere, ma questi ricordi rimangono per sempre e ti accompagnano” . Credo debba essere veramente emozionante, vuoi per la cornice e vuoi per il calore del pubblico di Belgrado. Tu da dirigente hai sempre avuto rapporti con allenatori, con giocatori etc., come puoi commentare più che analizzare le emozioni, immaginare le emozioni che si possono vivere in quei momenti?

La piazza di Belgrado:

Il Partizan è una di quelle piazze uniche al mondo e dato che il lavoro di chi fa sport, in particolar modo quelle figure come l’allenatore, è un lavoro che vive di emotività e di episodi, ma comunque che sottolineano reazioni emotive, credo che aver la fortuna come Trinchieri di poter tornare appunto in una piazza come quella di Belgrado ed essere riaccolto come se si fosse a casa, credo che sia una di quelle fortune che ti rimangono per sempre e che solo chi fa sport può avere, sicuramente è uno dei plus di questo lavoro, poter vivere esperienze di questo genere, è più bello, è forse ancora più emozionante, ti rimani più dentro di tante piccole vittorie durante il cammino, credo questo.

Plus e minus della vita da sportivo:

Se uno dei plus di poter fare dello sport il proprio lavoro, la propria vita, è quello di poter vivere emozioni del genere, sicuramente uno dei minus delle difficoltà di fare una vita del genere è quella di doversi sradicare spesso, ogni tot tempo, perché non tutti possono essere fortunati come Spoelstra piuttosto che Popovic per fare esempi estremi, ma in generale la vita in un determinato luogo di un professionista dello sport non è mai lunghissima e quindi il modo in cui si vive nei rapporti umani è sempre fondamentale. Non è tanto poi alla fine se si vince o se si perde, ovvio se hai  la fortuna di vincere qualcosa viene tutto amplificato e viene saldato a doppia mandata, ma anche se non si vince, io parlo per mia esperienza e so che l’esperienza dei miei colleghi è molto simile, in ogni posto dove sei passato, ogni posto nel quale si è lavorato, rappresenta una piccola famiglia, un piccolo momento cristallizzato nel tempo, ma che ti dà la fortuna di conoscere persone di tutto il mondo, di tanti luoghi diversi, con mentalità diverse, ti arricchisce in una maniera che pochi altri contesti ti possono dare. Quindi il poter vagabondare, vagare in giro per l’Italia, l’Europa, il mondo e trovare gente che riconosci come famiglia è qualcosa di unico, quella è una fortuna.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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