HomeEuroLeagueLuca Banchi: "Il format di EuroLeague non funziona"

Luca Banchi: “Il format di EuroLeague non funziona”

Nel corso della conferenza stampa post successo della Virtus Bologna contro Valencia, coach Luca Banchi ha commentato anche il calendario internazionale, prendendo spunto dalle avventure dei suoi giocatori, impegnati per molti minuti nelle due gare della finestra FIBA.

Credo che l’esito di questa finestra possa essere stato utile per dare indicazioni a tutti. In primis sulla volontà dei giocatori, pronti ad aiutare le proprie Nazionali a raggiungere gli obiettivi importanti come quello della qualificazione agli Europei del 2025. La maggior parte di questi campioni gioca lontano dal proprio Paese, e avere la possibilità di rappresentare la Nazione gli permette di dimostrare il loro senso di appartenenza. Parole che non possono che riportare alle situazioni di Tornik’e Shengelia, infortunatosi nel corso del match, e Gabriel Lundberg, che hanno risposto alle convocazioni delle rispettive Nazioni, giocando oltre 35′ di media nelle due gare disputate.

Shengelia che non è nuovo a queste imprese: durante la finestra FIBA di febbraio, valevole per la qualificazione ai Mondiali, la stella georgiana giocò sia in EuroLeague con la Virtus che le ultime due decisive sfide con la sua Nazionale pur di aiutarla a centrare l’obiettivo.

Dopo questa premessa istituzionale, essendo lui capo allenatore della Nazionale lettone, esce fuori il Luca Banchi coach della Virtus Bologna: entriamo anche tuttavia nella logica del rispetto ce si deve avere per atleti che giocano un così alto numero di partite in un calendario che non offre pause, e che espone a un notevole rischio di infortuni. Sono i protagonisti, il motivo per cui così tanta gente affolla i palazzetti. Dobbiamo tutelarli e questo format, a mio modestissimo giudizio, non li tutela. Come non tutela la qualità del gioco. Se vogliamo vendere un prodotto di alto profilo, certe valutazioni devono per forza essere fatte. Per me questo format non funziona.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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