Con la fine della stagione regolare di EuroLeague, è giunto il momento di fare un bilancio della stagione di tutte le formazioni coinvolte per capire cosa sia andato bene e meno bene rispetto alle aspettative di inizio stagione.
Come sempre, molti dei pronostici che avevamo fatto a inizio stagione sono stati smentiti dal campo.
In questo primo appuntamento, analizzeremo l’andamento delle squadre che hanno concluso la classifica dal 12° al 7° posto, provando a capire cosa sia successo a chi non ha raggiunto i suoi obiettivi e come mai ci sono stati degli exploit.
Per chi si fosse perso la prima parte, ecco il link dove trovarla.
12- EA7 Emporio Armani Milano (15-19): 3.5
La stagione dell’Olimpia non può che essere gravemente insufficiente. L’arrivo in estate di Nikola Mirotic aveva amplificato le ambizioni milanesi di raggiungere quantomeno le prime 6 posizioni della classifica. L’addio di Napier, poi tornato a febbraio senza il giusto sostituto, ha sicuramente inficiato la stagione biancorossa, così come i numerosi infortuni che da diverse stagioni colpiscono i roster Olimpia. Quello che fa rammaricare di più i tifosi è la gestione delle sfide cruciali nel momento in cui ,clamorosamente, si era riaperta la corsa al play-in. A pesare negativamente sul giudizio sono le sconfitte contro Berlino, Bayern, Zalgiris e Asvel, che fanno da contraltare ai successi con Real Madrid, Barcellona (due volte), Monaco, Olympiacos e Fenerbahçe, guarda caso le prime sei al termine della stagione regolare
11- Partizan Mozart Bet Belgrade (16-18): 4.5
Brutta la stagione anche per la formazione di Obradovic, che lo scorso anno mise paura alla corazzata Real Madrid nei playoff. La squadra si è indebolita con gli addii a Lessort e, soprattutto, Dante Exum, due che nello scorso finale di stagione fecero la differenza per i serbi. Se a questo aggiungiamo la stagione molto altalenante di Kevin Punter, stella designata della formazione, e gli enormi problemi di un reparto lunghi mai completato, difficile pensare a qualcosa di più. Stesso discorso per Milano: inutile il rush finale da 7 vittorie nelle ultime 8, soprattutto visto il “dispetto” fatto dai cugini di Crvena Zvezda nell’ultimo turno.
10- Virtus Segafredo Bologna (17-17): 7
Una media tra il 10 e lode del girone di andata, in cui la squadra di Luca Banchi ha stupito l’Europa intera a suon di prestazioni eccezionali, che hanno portata a sole 7 sconfitte, e la seconda parte di stagione in netto calo fisico, col finale da incubo. Le ultime 7 giornate hanno visto altrettanti KO per i bianconeri, arrivati a rischiare di compromettere tutto quanto di buono fatto sino ad allora. Resistere nei piani altissimi per 34 partite era onestamente impensabile, ma il crollo verticale nell’ultimo mese e mezzo ha destato non poche preoccupazioni. Un calo dovuto anche alle poche rotazioni, con coach Banchi spesso costretto a sovra utilizzare i suoi big.
9- Anadolu Efes Istanbul (17-17): 5.5
La stagione dei turchi è stata una lenta agonia verso quello che, molto probabilmente, sarà un rebuild in estate. La dipartita di Vasilije Micic, volato in NBA, e di coach Ataman erano il preludio di una stagione complicata, perché Darius Thompson era alla primissima esperienza in una contender europea, e coach Can era un rischio non troppo calcolato, visto come si è conclusa la sua avventura. La squadra aveva bisogno di forze nuove, ma la dirigenza non ha trovato chi potesse fare la differenza, anche a stagione in corso. Le 6 sconfitte consecutive, tra 15° e 20° turno, hanno dato il colpo di grazia a una stagione che si è conclusa col play-in, ma molto al di sotto delle aspettative.
8- Baskonia Vitoria-Gasteiz (18-16): 7
Ogni anno ci stupiamo ma ormai i Baschi sono diventati la squadra rivelazione per eccellenza. La rivoluzione estiva, con l’intuizione di accaparrarsi Cody Miller-McIntyre al posto del partente Darius Thompson, ha dato i suoi frutti, dimostrando ancora una volta che gli uomini giusti possono essere molto più funzionali del budget. La vera mossa vincente, però, è stato il ritorno in panchina di Dusko Ivanovic, appiedato da Crvena Zvezda e subito riportato a casa. Il santone serbo ci ha messo un attimo per riequilibrare la squadra, per poi iniziare una lenta ma inesorabile rimonta, che ha portato il Baskonia a tenersi dietro squadre nettamente più blasonata, come Olimpia, Efes, Partizan, la stessa Crvena Zvezda. Insomma, una stagione che era partita senza troppi proclami, conclusasi nel migliore dei modi.
7- Maccabi Playtika Tel Aviv (20-14): 7.5
Una stagione iniziata in Israele e, per le note vicende extra campo, conclusa a Belgrado, senza il calore del pubblico. Basterebbe solo questo per dare il giudizio a una stagione più che positiva per gli uomini di Kattash. Stagione iniziata senza fronzoli, confermando il roster della passata stagione con l’obiettivo di provare a qualificarsi per i playoff e vedere cosa sarebbe successo, considerate le campagne acquisti faraoniche delle rivali. Rispetto alla passata stagione, c’è stato un peggioramento nella posizione, ma non è stato facile doversi barcamenare tra la situazione geopolitica e il campo. Senza dimenticare che non poter contare sul pubblico amico e un ambiente infuocato ha penalizzato la squadra.





