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EuroLeague 2023/2024: il pagellone di fine stagione – PT 1

Con la fine della stagione regolare di EuroLeague, è giunto il momento di fare un bilancio della stagione di tutte le formazioni coinvolte per capire cosa sia andato bene e meno bene rispetto alle aspettative di inizio stagione.

Come sempre, molti dei pronostici che avevamo fatto a inizio stagione sono stati smentiti dal campo.

In questo primo appuntamento, analizzeremo l’andamento delle squadre che hanno concluso la classifica dal 18° al 13° posto, provando a capire le motivazioni che le hanno relegate nella parte bassa della classifica.

18- Alba Berlin (5-29): 4

Per la formazione tedesca un gigantesco passo indietro rispetto alla stagione passata, dove colse 11 successi. Le 5 vittorie di questa stagione sono il peggior dato nelle ultime quattro annate, che avevano sempre visto Berlino andare in doppia cifra di vittorie. Certo, sono arrivati successi contro formazioni blasonate come Milano, Crvena Zvezda e Barcellona, ma sono delle misere soddisfazioni. Chiudere la stagione con un desolante ultimo posto e una serie negativa di 11 sconfitte consecutive, la più lunga tra tutte le partecipanti, non depone certo a loro favore. Va bene il roster giovane, ma così non si costruisce nulla.

17- LCLD Asvel Villeurbanne (9-25): 4

Rispetto alla scorsa stagione, è arrivato un successo in più ma la sensazione che la squadra di Lione poco abbia a che fare con EuroLeague: nelle ultime tre stagioni ha sempre viaggiato tra ultimo e penultimo posto. L’avvio da 1-16 nel girone di andata è sintomo della confusione che c’è dentro la società francese, che ha iniziato la stagione rinnovando TJ Parker, salvo poi mandarlo via e cambiare anche il terzo allenatore stagionale. Serve ripartire da zero con un progetto che dia la possibilità al confermato Poupet, che ben ha fatto anche in EuroLeague, di poter costruire una squadra competitiva.

16- Crvena Zvezda Meridianbet Belgrade (11-23): 4

La campagna estiva fatta di colpi a ripetizione faceva pensare e sperare in qualcosa di più, come da dichiarazioni del presidente. Se ambisci alle Final Four, una stagione da 11 vittorie, di cui solo una nelle ultime 10 gare stagionali, è un fallimento. Fallimento iniziato con il cambio di allenatore, passando da Ivanovic a Sfairopoulos, facendo passare il coach serbo come il male della squadra. Imbarazzante la gestione della vicenda Napier, strappato a suo di milioni da Milano e rispedito al mittente 4 mesi dopo, senza nemmeno sostituirlo adeguatamente. Per non parlare dell’ingaggio di Thompkins, desaparecido. Le figurine non fanno una squadra vincente.

15- Bayern Munich (13-21): 5

L’arrivo di coach Laso in estate era il presupposto di un nuovo ciclo, con l’obiettivo di costruire una squadra competitiva nel medio periodo. Il bilancio di 8-8 al giro di boa lasciava presagire, chissà, una stagione da outsider, invece è arrivato il crollo nella seconda parte con soli 5 successi incamerati. Fino a tre giornate dal termine, l’aritmetica dava ancora chance di play-in, ma era abbastanza chiaro che i bavaresi non ci sarebbero andati. Troppi alti e bassi, anche all’interno della stessa partita, per trovare quella costanza necessaria a restare nelle zone alte della classifica.

14- Zalgiris Kaunas (14-20) : 6

Qualche recriminazione in casa Zalgiris deve esserci. Al primo sentore di crisi, la società avrebbe dovuto insistere sulla sua idea e cambiare coach Maksvytis, nonostante i giocatori fossero in disaccordo. I playoff raggiunti lo scorso anno sono un excursus che è andato nettamente al di la del potenziale del roster, ma l’arrivo in panchina di Andrea Trinchieri ha risollevato l’ambiente, come dimostra il record del coach italiano di 9 vittorie a fronte di 8 sconfitte, con la squadra che ha abbandonato le speranze di play-in solo a due giornate dalla fine. Chissà cosa sarebbe successo se il cambio fosse arrivato prima.

13- Valencia (14-20): 5.5

La seconda stagione in EuroLeague non è partita nel migliore dei modi, visto che la società era pronta per fare Eurocup. Poi la rinuncia di Gran Canaria ha riaperto le porte della serie A europea, con molti dubbi. L’avvio stupefacente (5 vittorie nelle prime 6 gare) ha aumentato le aspettative e alzato i riflettori sulla squadra che, invece di sfruttare questa ribalta, è crollata nella seconda parte di stagione (1 vittoria nelle ultime 10), complici anche i tanti infortuni. Difficile da capire la decisione di accogliere Kevin Pangos: forse lo staff tecnico era convinto che i mali del play canadese fossero tutti nel sistema di gioco Olimpia, cosa che si è rivelata controproducente. La prossima stagione, molto probabilmente, Valencia ripartirà da Eurocup con un nuovo ciclo, a cominciare da una nuova guida tecnica.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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