Come sempre megafono delle voci di casa Olimpia Milano, Uomini e Canestri di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano ospita le considerazioni del GM Christos Stavropoulos. Il dirigente greco si è concentrato sul finale di stagione di LBA, con l’imminente serie di semifinale contro Brescia, e le valutazioni sui movimenti del prossimo mercato. Ecco i passaggi più significativi delle dichiarazioni di Stavropoulos.
ACQUISTI RECENTI E COSTRUZIONE DEL ROSTER
Quindici [giocatori, ndr] sono il minimo per sostenere una stagione come la nostra. Sono diventati 19 solo perché abbiamo avuto infortuni e problemi. Sul mercato, voglio precisare che tutto quello che si sta dicendo oggi sui giocatori già presi non è vero. Milano è un posto che attrae, il club è attento, ma è troppo importante per noi vincere lo Scudetto prima di finalizzare la nuova squadra.
La smentita sulle firme già “intascate” per il 2024/25 non deve però essere metabolizzata come una negazione di trattative ben avviate, quella ad esempio di Dimitrijević, ma è l’ulteriore conferma della linea strategica e comunicativa di una grande organizzazione come Olimpia Milano: nessuna allusione o “velina” sino alla firma ufficiale sul contratto.
GIOCATORI FIRMATI PER IL 2024/25
Shields e Mirotic. Oltre a loro, ci sono Lo, Tonut, con un’opzione, Ricci, Flaccadori, Bortolani, Caruso ma ci sarà da lavorare per la nuova squadra, come sempre… Il mercato è difficile per tutti, i giocatori di altissimo livello sono pochi e i loro contratti sono andati alle stelle.
5 italiani – con l’assenza di Melli a ricordare come il capitano di Milano non abbia ancora accettato le proposte di rinnovo dell’Olimpia – e 3 stranieri. Resta da capire, a partire ovviamente dalla situazione di Nik, da dove Stavropoulos e l’Olimpia vorranno iniziare a completare il roster.
PREOCCUPAZIONI DI EUROLEAGUE SUL BUDGET DA DESTINARE AI CONTRATTI
In Eurolega siamo molto preoccupati e stiamo cercando degli strumenti adatti per proteggere i prodotti delle squadre e applicare un salary cap. Non voglio entrate nel gioco di mettere in fila chi spende di più: ognuno, per essere competitivo, investe quello che è giusto.





