Un derby greco in Grecia è sempre intenso!
Sono arrivato alla partita un’ora e mezza prima dell’inizio, e c’era già una folla che incitava i giocatori durante il riscaldamento e intonava i cori più conosciuto!
Circa 30 minuti prima dell’inizio, gli ultras del Panathinaikos hanno alzato sempre più la voce. Quando i giocatori dell’Olympiacos sono entrati in campo, i cori sono diventati quasi assordanti, specialmente quando è arrivato coach Bartzokas, dato che, come è noto, esiste una grande rivalità tra i tifosi del Panathinaikos e il coach degli acerrimi rivali. I decibel continuavano a salire.
Appena iniziata la partita, il pubblico è rimasto scioccato, visto che i loro beniamini non sono riusciti a produrre un gioco convincente propiziando il parziale avversario. Con l’aumentare dei tiri sbagliati, però, i tifosi anziché diminuire, hanno intensificato i cori per sostenere la loro squadra. Dopo soli 4 minuti è stato necessario sostituire Brown per far entrare il capitano del Panathinaikos, Kostas Sloukas e li l’esaltazione è salita ancora di più.
Nel secondo tempo, un fallo non fischiato su Brown ha scatenato la reazione di Coach Ataman, che ha subito ricevuto un fallo tecnico! Il Panathinaikos ha cercato più volte di ribaltare la partita, ma era evidente che l’Olympiacos non avrebbero mollato così facilmente, soprattutto grazie a Evan Fournier, che ha iniziato a segnare da tutte le posizioni zittendo in modo perentorio i tifosi avversari.
Zittire il pubblico del Pana? Ma nemmeno per sogno, perchè i Greens hanno provato a recuperare, e il pubblico è diventato ancora più rumoroso, con i tifosi che cantavano e creavano un ruggito continuo! Sembrava ci fossero una platea di leoni a bordo campo a incitare. L’intensità cresceva con ogni canestro, fallo o chiamata controversa. Era una Santa Barbara
Nonostante la sconfitta, i tifosi hanno applaudito i verdi. Uscendo, ho sentito i tifosi discutere sulla causa della sconfitta, e molti di loro dicevano:
“Vedremo cosa succederà a maggio, perché è allora che le vittorie contano davvero…”
Probabilmente lo pensa anche Ergin Ataman.





