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Urania Milano: una sorpresa con tante sorprese (e record di 5 vittorie consecutive in A2)

«Certo a inizio stagione non eravamo tra le squadre più accreditate, quindi è logico che ora veniamo considerati una sorpresa. Ma la sorpresa migliore sono le tante sorprese che il nostro roster ci riserva a ogni partita». Le parole di coach Marco Cardani (e di chi, altrimenti?) descrivono alla perfezione cosa sta dietro al positivo bilancio di 8-3 che segna la partenza dell’Urania Milano, con annesso record per il club di 5 vittorie consecutive in A2.

L’ultimo successo, colto al Palalido contro Brindisi per 74-63, conferma nel particolare quello che vale nel generale: in una serata meno prolifica del solito per Alessandro Gentile (15 punti con 7/15 al tiro, ma anche con 7 assist e altrettanti rimbalzi) così come per Amato (7 punti, 5 assist), Udanoh (8 + 10 rimbalzi) e Leggio (3), sono Cavallero (13 punti), Cesana (12, con 4/7 nelle triple) e Maspero (10 con 3/5 dalla lunga e 4 assist) a sostenere l’attacco dopo il pessimo inizio del primo quarto (chiuso dai Wildcats con soli 11 punti a referto contro i 16 di Brindisi).

Mentre Giddy Potts, altro elemento dello starting-five a litigare con il canestro (6 punti, con 2/4 da due e 0/6 da tre), mette nella difesa su Allen (8, con 3/14 dal campo) quello che non riesce a dare dall’altra parte del campo, con l’aggiunta di 7 rimbalzi (difensivi, ovviamente) e 2 palle recuperate a conferma di quel 2.2 di media che ne fa al momento il secondo miglior “ladro di palloni” di tutta l’A2.

Se Potts è l’alfiere, tutta l’Urania si distingue però per applicazione difensiva, sporcando gradualmente le percentuali di Brindisi fino al conclusivo 38% da due (16/42) e 30% dalla lunga (7/23). Certo la Valtur soffre le assenze di De Vico, Ogden e Vildera («di fatto il 3, 4 e 5 del quintetto titolare», commenta coach Bucchi, che comunque non cerca scuse e spera solo di recuperare almeno i due italiani per il prossimo turno), ma la superiorità dell’Urania dalla seconda frazione in poi è innegabile proprio grazie alla determinazione nel proteggere il canestro combinata con la capacità di Cesana, Cavallero e Maspero di trovare conclusioni “a sorpresa”, specie da oltre l’arco, per prima innescare e poi concretizzare il break decisivo.

A voler cercare il famoso pelo nell’uovo, rimane allora solo quella prima frazione con tante facili conclusioni sbagliate per una sufficienza paradossalmente dettata da un’eccessiva sicurezza (almeno a noi tale è parsa). Bravo comunque coach Cardani a chiamare immediatamente un tempestivo (e tempestoso) time out per sollecitare un cambio di approccio e brava la squadra a metterlo subito in atto per… evitare brutte sorprese. E rimanere così la bella sorpresa di questo inizio di Campionato. (Paolo Corio)

Paolo Corio
Paolo Corio
Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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